Modena, bivacco al parco Divisione Acqui: una donna vive nella boscaglia
È una persona di circa cinquant’anni solitaria. I residenti: «Ma non è l’unica che dorme qui»
MODENA. Una bicicletta rossa spunta dalla boscaglia ai margini del parco in via Divisione Acqui. Non è lì per caso. Dietro ai cespugli ci sono degli oggetti e bisogna avvicinarsi un po’, spostando i rovi, per capire di cosa si tratta. Qualcuno ha allestito un bivacco: ai rami sono appesi decine di vestiti, a terra spuntano sacchi in plastica e bottiglie. Al centro del rifugio è stato posizionato un divano. Ci avviciniamo, da sotto le coperte spunta una donna sulla cinquantina con l’accento dell’Est, sta riposando e guarda il cellulare. Preferisce non raccontare la sua storia e si ritira nuovamente sotto al sacco a pelo. Di fianco al divano ha posizionato un tavolino che utilizza come comodino, e poi vari oggetti accatastati alla rinfusa, in un regno di sporcizia e incuria. Appoggiati a un albero ci sono diversi strumenti per la pulizia domestica, che però a differenza degli altri oggetti non sono lanciati a terra, bensì ben ordinati come fossero strumenti da lavoro. Tutto lascia presumere che non si tratta di un accampamento improvvisato ma di una situazione che perdura da tempo, come hanno confermato diversi residenti.
Apparente normalità
Pochi metri più in là bambini e famiglie giocano nel parco senza però accorgersi del bivacco perché la selva copre l’accampamento. Bisogna andare “sul retro” dell’area verde, dove le persone portano i cani a sgambare, per intravedere gli oggetti. «Il bivacco è lì almeno da tre mesi – racconta Silvia Vincenzi, residente della zona, la incontriamo insieme a un’amica – ma solo recentemente, aggirando la boscaglia, abbiamo visto la donna. Durante il giorno, solitamente, non si fa trovare. Siamo davvero senza parole. Ma le istituzioni non fanno nulla? Ma non è la sola: anche nel parco, dove durante il giorno i bambini giocano e si divertano, la notte diventa l’alloggio di alcune persone che dormono sulle panchine». Un’altra cittadina: «Durante il giorno sembra tranquillo questo parco, perché chi vive qui è coperto dagli alberi. Sono persone che di giorno hanno anche un lavoro o un’occupazione, e poi tornano qui di notte. È diventato il punto di riferimento dei senzatetto della zona», conclude.
L’altro bivacco
Spostandosi a poche decine di metri, seguendo la fila di folti cespugli che crea una divisoria tra il parco e l’area di sgambamento, c’è un altro punto in cui qualcuno ha posizionato vari oggetti: scarpe, rifiuti, giacche. E ancora borsoni, bottiglie in plastica, ombrelli, reggiseni e zaini. Una coltre di oggetti più o meno abbandonati si allarga e sfocia nell’area verde frequentata da tanti cittadini. A primo impatto sembra una sorta di discarica abusiva, un punto in cui alcuni cittadini hanno buttato rifiuti, indumenti e oggetti. Eppure, la discrezione con cui sono stati appesi alcuni vestiti ai rami, anche in questo caso, fa pensare più a un altro bivacco. Una situazione che ha creato sconcerto generale, sempre più sotto gli occhi dei cittadini.
