Gazzetta di Modena

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L’anniversario

Il 70 anni del Forno Secchia a Casoni di Ravarino, presidio di comunità e memoria

di Laura Solieri

	Il Forno Secchia festeggia 70 anni
Il Forno Secchia festeggia 70 anni

Fu aperto nel 1956 da Valter Secchia, che oggi ha 91 anni e da giovane si recava ogni giorno a piedi fino a Rivara per imparare il mestiere, insieme al fratello Roberto e alle rispettive mogli Mirella e Maria. L’attività negli anni si è ampliata con le sedi di Nonantola e Crevalcore

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RAVARINO. Dal 1956 sempre aperti. Il Forno Secchia di Casoni di Ravarino festeggia 70 anni di attività, un tempo lungo per una realtà commerciale e per un forno di provincia qualcosa di più: 70 anni sono memoria, identità, comunità. Un forno, infatti, non è soltanto un luogo dove si compra il pane, ma anche un presidio silenzioso di quotidianità. È il posto dove le generazioni si sono date il cambio: i nonni con la sporta di tela, i figli con la lista scritta a mano, i nipoti che scelgono la focaccia ancora tiepida. È il banco dietro cui si sono scambiate e si scambiano notizie, confidenze, sorrisi e in un’epoca in cui tutto corre veloce, dove le insegne cambiano, le serrande si abbassano e le tradizioni sembrano sbiadire, questo piccolo forno da settant’anni accende le sue luci prima dell’alba.

La storia

Settant’anni di mani infarinate, di notti passate a impastare, di lieviti custoditi come piccoli tesori di famiglia. Settant’anni di profumo di pane caldo che si insinua tra le vie del paese, svegliando ricordi prima ancora delle persone. Tutto nasce dalle mani laboriose di Valter Secchia, che oggi ha 91 anni e da giovane ogni giorno si recava a piedi fino a Rivara per imparare il mestiere. Con il fratello Roberto, purtroppo scomparso, e le rispettive mogli Mirella Bruni e Maria Rinaldi, Valter ha dato il via all’attività che oggi conta tre sedi: quella storica di Casoni di Ravrino dove lavorano i figli Andrea e Filippo, e quelle di Crevalcore e Nonantola dove lavorano i nipoti Stefano e Gabriele. «Vedere i miei figli e i miei nipoti portare avanti il forno è per me la soddisfazione più grande» commenta Valter con un sorriso, ricordando con orgoglio la vincita dell’11° Premio Castel Crescente 2023 conferita al Forno Secchia dal Comune di Ravarino e Proloco, in collaborazione con l’associazione Artisti di Bottega alla presenza di Stefano Bonaccini. Un altro riconoscimento significativo è quello del marchio “Tradizione e Sapori di Modena" della Camera di Commercio al belsone del Forno Secchia, prodotto controllato da Kiwa, particolarmente pregiato.

I titolari

«Siamo cresciuti nel forno con i nostri cugini – raccontano Andrea e Filippo indicando una foto di loro quattro da piccoli appesa oggi in negozio – Questo mestiere lo abbiamo nel Dna. Abbiamo superato il terremoto nella sede di Crevalcore, l’alluvione in quella di Nonantola, le difficoltà causate dagli anni di ristrutturazione del ponte di Bomporto che hanno reso più complicato l’afflusso al nostro forno. Per noi questo anniversario significa gratitudine: verso chi ha iniziato prima di noi, accendendo il forno quando tutto era più difficile, e verso i clienti che ogni giorno ci scelgono – dicono i fratelli ringraziando anche le collaboratrici Barbara Galletti, storica commessa della sede di Casoni, Ola e Chiara Zoboli – In settant’anni abbiamo visto cambiare tutto, anche il modo di mangiare. Una volta il pane era il centro della tavola: se ne compravano chili ogni giorno, accompagnava ogni pasto e non mancava mai. Oggi le esigenze alimentari sono diverse, si è più attenti alle quantità, alle farine, alle intolleranze, agli stili di vita. Il pane non si consuma più come una volta, ma per noi resta un alimento fondamentale, che abbiamo imparato a reinterpretare senza tradirne l’essenza. Abbiamo introdotto nuove tipologie, farine integrali e alternative, lievitazioni più lunghe e leggere, cercando di rispondere ai bisogni di oggi senza dimenticare la tradizione – spiegano Andrea e Filippo che fanno anche pasticceria secca, particolarmente note sono le loro pesche dolci con l’Alchermes - Compiere 70 anni vuol dire sapere che il nostro lavoro non è solo un mestiere, ma un impegno quotidiano fatto di sacrifici, passione e responsabilità. E la soddisfazione più grande è poter dire che, dopo tutto questo tempo, siamo ancora qui».