Gazzetta di Modena

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Il provvedimento

Mirandola, dà fuoco all’auto dell’ex compagno nel cortile di casa: agli arresti domiciliari


	I carabinieri di Mirandola hanno arrestato la donna
I carabinieri di Mirandola hanno arrestato la donna

Si aggrava la posizione di una donna residente a San Prospero, già denunciata: è accusata di atti persecutori, violazione del divieto di avvicinamento, mancata esecuzione di provvedimenti del giudice e incendio doloso, tutti reati commessi nei confronti dell’ex convivente

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MIRANDOLA. All’alba del 27 aprile 2025 la tranquillità di Mirandola era stata improvvisamente interrotta dalle fiamme che avevano avvolto un’auto parcheggiata nel cortile di un’abitazione. L’auto, un’Audi A4, era stata completamente distrutta in pochi minuti da un incendio che fin da subito era apparso di origine dolosa. Sul posto erano intervenuti tempestivamente i vigili del fuoco dei distaccamenti di San Felice e Mirandola, che avevano evitato conseguenze più gravi e impedito che il rogo si propagasse nelle vicinanze. Contemporaneamente i carabinieri della Stazione locale avevano avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità.

Le indagini sull’incendio dell’auto

Il lavoro investigativo, coordinato dalla Procura della Repubblica di Modena e condotto dai carabinieri di Mirandola, ha portato a risultati nel giro di pochi giorni. Già il 29 aprile 2025 è stata denunciata una donna residente a San Prospero, ritenuta responsabile dell’incendio dell’auto utilizzata dal suo ex convivente. Il quadro investigativo si è ulteriormente arricchito il 5 maggio successivo, quando è stato denunciato anche un complice residente nel Mantovano, accusato di aver concorso nel gesto incendiario.

Stalking e violazioni delle misure cautelari

Le indagini, tuttavia, non si sono fermate al solo episodio dell’incendio. Nei mesi successivi gli investigatori hanno ricostruito un contesto più ampio caratterizzato da comportamenti persecutori, molestie ripetute e violazioni di misure cautelari già disposte dall’autorità giudiziaria. Un lavoro investigativo lungo e meticoloso ha consentito di consolidare un quadro indiziario ritenuto coerente dalla magistratura. Nella mattinata del 4 marzo 2026 i carabinieri di Mirandola hanno quindi dato esecuzione all’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Modena, su richiesta della Procura, che ha disposto per la donna la misura degli arresti domiciliari. La donna è ritenuta responsabile, a vario titolo, di atti persecutori, violazione del divieto di avvicinamento, mancata esecuzione di provvedimenti del giudice e incendio doloso, tutti reati commessi nei confronti dell’ex convivente.