Nel discorso di Crosetto ai cadetti il caso del viaggio a Dubai: «Anche voi dovrete scegliere tra dovere e famiglia»
Il ministro della Difesa ha partecipato al giuramento di fedeltà alla Repubblica da parte degli allievi del 207esimo corso “Fermezza” dell’Accademia militare di Modena, prendendo ad esempio la sua esperienza per spiegare il senso di dovere dei soldati. Presente anche John Elkann
MODENA. «Cari allievi e ufficiali, vi voglio raccontare un fatto personale per spiegare cosa significa mettere al centro la patria. In un Paese lontano scoppia una guerra (in Iran, ndr) e vi trovate nell’area con i vostri figli (a Dubai negli Emirati Arabi Uniti, ndr) quando vi dicono dall’Esercito che sta arrivando un aereo per riportare in Italia voi che siete il ministro della Difesa. allora guardate i vostri figli e dite loro che la vostra famiglia su quell’aereo non può esserci perché quel volo di Stato non è per il padre, ma è per il ministro. Prevale il dovere anche se non è facile scegliere, ma anche a voi capiteranno situazioni complesse e dovrete decidere». Il ministro della Difesa Guido Crosetto – a Modena per il giuramento di fedeltà alla Repubblica da parte degli allievi del 207esimo corso “Fermezza” dell’Accademia militare di Modena, nominato anche cadetto ad honorem – con queste parole formulate davanti agli allievi ufficiali schierati, alle autorità e agli alti comandi italiani torna sul caso che l’ha visto protagonista nei giorni scorsi.
Il ministro Crosetto e il viaggio a Dubai
Crosetto, il ministro più “esposto” insieme a quello degli esteri Antonio Tajani in questi tempi di guerra, a inizio settimana si fa trovare – per motivi personali uniti a un incontro istituzionale comunicato successivamente – a Dubai proprio nel momento in cui partono i raid americani e israeliani sull’Iran. I due Stati non avevano informato dell’inizio delle ostilità i partner occidentali e così un aereo militare era dovuto andare in tutta fretta a prelevare il ministro della Difesa che, oltre a pagare di persona tre volte la tariffa del volo blu come fosse un privato cittadino, ha deciso appunto per senso del dovere di lasciare la famiglia, rientrata qualche ora dopo insieme ad altri italiani. Crosetto ha voluto dunque ritornare sul caso in maniera ufficiale ricordando ai neo ufficiali che «l’Italia ha bisogno sì di ufficiali, ma soprattutto ha bisogno di donne e uomini veri per cui io mi inchino davanti a voi per il coraggio della vostra scelta di servire esercito e arma dei carabinieri. E saluto in questa giornata speciale anche i vostri familiari, oggi qui presenti e immagino orgogliosi di voi, perché sono un po’ ministro e un po’ padre».
Anche John Elkann tra gli ospiti
La giornata nel Cortile d’onore dell’Accademia di piazza Roma, tirato a lucido per l’occasione, era iniziata con i consueti riti che prevedono lo schieramento della banda militare - nata nel 1964 e composta da 102 orchestrali - seguita dall’omaggio alle bandiere ad allievi ufficiali schierati davanti agli invitati tra cui spiccava il presidente di Stellantis e Ferrari John Elkann oltre al sindaco Massimo Mezzetti, il presidente della Provincia Fabio Braglia, il prefetto Fabrizia Triolo, l’ex prefetto ora assessore Alessandra Camporota, il senatore Michele Barcaiuolo, la deputata Daniela Dondi, il vicario della Diocesi di Modena-Nonantola don Giuliano Gazzetti e numerosi altri.
Il giuramento e le parole dei generali
I 254 allievi del corso “Fermezza” (236 italiani e 18 stranieri, 44 le donne) e i 224 colleghi del precedente corso “Dignità” hanno poi ascoltato prima le parole del padrino del corso, la medaglia d’oro al valor militare dei carabinieri Rosario Aiosa – rimasto ferito il 18 maggio 1977 durante una operazione da lui diretta nelle Marche volta a contrastare un gruppo di pericolosi criminali, appartenenti al “clan dei catanesi” – e a seguire quelle dei più alti ufficiali italiani. «Qui da oltre 160 anni – ha spiegato il comandante dell’Accademia, generale Stefano Messina – avviene per voi allievi ufficiali la prima metamorfosi da cittadini in servitori della patria, una trasformazione per cui tutti vi guardano con infinito orgoglio. La vostra formazione militare è flessibile e creativa con un sempre maggior uso della tecnologia, ma i valori restano gli stessi: disciplina, onore, dignità e fermezza associati al senso del dovere. Siate protagonisti del vostro destino». «Sono emozionato nel rimettere piede all’Accademia di Modena – ha spiegato il comandante dei carabinieri, generale Salvatore Luongo – perché qui ho capito che regole e fatica non sono ostacoli, ma opportunità. In voi sento ardere la stessa fiamma mia e dei miei compagni del tempo» mentre il capo di stato maggiore dell’Esercito, generale Carmine Masiello, ha spiegato che «l’uso della forza e delle armi prevede di seguire delle regole, con uso di disciplina e coscienza individuale unite all’orgoglio di portare il Tricolore al braccio per la difesa della nazione con i fatti, non con le parole». Erano emozionati davanti alle telecamere dei giornalisti gli ufficiali e allievi ufficiali Gloria Stefan, Gabriele Giusti (giovane comandante di plotone), Francesco Mastroianni e Kelli Gjeka: «Il giuramento porta emozioni unite a grinta e determinazione, qui tutti fanno un percorso di crescita personale e militare importante per il presente e il futuro. Noi, un poco più avanti degli allievi che ora giurano, cerchiamo di ispirare e fornire una guida in termini valoriali per sfide a testa alta».
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