Famiglia nomade spostata a San Pancrazio, le perplessità del parroco: «Nessun preavviso, chiediamo chiarezza»
Don Damian Lukasz Piziak: «Deve essere una soluzione provvisoria, altrimenti sarà un “San Matteo bis”. Serve un progetto reale e per questo vogliamo garanzie dall’amministrazione comunale»
MODENA. «Ci hanno detto che staranno qui due mesi. Anche a San Matteo, in teoria, doveva essere un’area provvisoria: siamo decisamente preoccupati». Don Damian Lukasz Piziak si è svegliato ieri mattina con il rumore delle roulotte che venivano scaricate nell’area verde accanto alla parrocchia. Le famiglie che vivevano nel campo nomadi abusivo di San Matteo sono state infatti trasferite accanto alla chiesa di San Pancrazio.
Le perplessità
«Non pensavamo che i tempi sarebbero stati così rapidi, nessuno ci aveva avvisato. Stamattina – ieri, ndr – un membro della giunta comunale mi ha avvertito che le roulotte stavano arrivando e che si sarebbe stabiliti lì per un paio di mesi. Ma non pensavo oggi», afferma. Il Comune ha stretto un accordo con la Diocesi prima di stabilire il trasferimento dato che l’area è di proprietà ecclesiastica, assicurando che si tratti di una soluzione provvisoria. L’area verde in questione è provvista di allacciamenti ad acqua e luce. Non è però una microarea (sono 16 quelle presenti nella provincia di Modena), procedimento più complesso che richiede specifiche delibere istituzionali. «È inutile nascondere la nostra preoccupazione – afferma il don –, non sappiamo per quanto tempo staranno lì. Non abbiamo alcuna garanzia, non sappiamo cosa accadrà. Ho chiesto un incontro urgente con le istituzioni per chiarire la situazione e ho inviato una lettera alla Curia per avere chiarimenti. Il nostro timore è che la situazione rimanga così per chissà quanto tempo. Non sono contro l’accoglienza: nella nostra parrocchia portiamo avanti progetti di integrazione di persone immigrate da anni e attività di carità per i bisognosi tramite la realtà dell’Arca della Misericordia. È una situazione che non ha mai creato problemi a nessuno, che anzi ha contribuito allo sviluppo sociale di questo quartiere. Se le regole sono rispettate e le persone si comportano civilmente, siamo i primi ad accogliere a braccia aperte tutti».
Le richieste
Il don non nasconde le sue preoccupazioni: «Temo che manchi un reale progetto, e che si stiano spostando semplicemente un po’ più in là alcune persone che hanno generato, nel corso degli anni, problematiche ai residenti della zona di San Matteo. Vedremo come si evolverà la situazione e vogliamo dialogare con l’amministrazione comunale per avere risposte chiare e garanzie. Possiamo solo dire che siamo preoccupati».
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