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Caro-carburanti

Il gasolio vola in provincia di Modena: picchi record, scatta l’esposto

di Andrea Marini

	Caro carburanti: il diesel è alle stelle
Caro carburanti: il diesel è alle stelle

Secondo i rilievi di Federconsumatori il 41% dei distributori è già oltre i 2 euro per il prezzo del “diesel”: Lapam chiede il taglio delle accise e Coldiretti si rivolge alla Procura e alla Guardia di Finanza

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MODENA. Il caro-carburanti torna a mordere e lo fa con una violenza che, in provincia di Modena, non si vedeva da anni. Fare il pieno è diventato un salasso per famiglie, automobilisti e imprese del trasporto.

I rilievi di Federconsumatori

Secondo i rilievi effettuati da Federconsumatori Modena nella mattinata di ieri – lunedì 9 marzo – il 30% dei 90 distributori monitorati in un’area estesa attorno alla città presenta un prezzo del gasolio superiore ai 2 euro al litro, mentre un ulteriore 11% si attesta a 1,999 euro. In totale, quindi, il 41% dei punti vendita ha raggiunto o superato la soglia psicologica dei 2 euro. Le differenze di prezzo interne alle stesse insegne risultano impressionanti: per Ip ed Esso il divario tra il miglior e il peggior prezzo arriva a 30 centesimi al litro, che per un pieno di un’auto media equivale a 15 euro di differenza. Anche Eni e Q8 registrano scarti significativi, tra gli 8 e i 9 euro a rifornimento. Non mancano record negativi: a Modena città, il self più caro è l’Ip di via Amendola a 2,199 euro/litro, mentre il servito raggiunge picchi ancor più elevati, con l’Esso di Secchia Ovest in autostrada a 2,402 euro/litro. Una cifra spropositata se confrontata con l’Esso di via Emilia Ovest, dove lo stesso carburante servito costa 1,956 euro. Una differenza di 44 centesimi al litro che, su un pieno, vale oltre 22 euro. A livello provinciale, il record assoluto spetta però al diesel servito in alcuni distributori Ip tra Formigine e Fiorano, dove si arriva a 2,469 euro/litro: quasi 60 centesimi in più rispetto al self più conveniente della zona. Per Federconsumatori, è evidente che “non tutte le responsabilità siano attribuibili alle compagnie petrolifere”, suggerendo possibili anomalie da verificare.

L’allarme di Lapam su trasporti

Il settore più colpito dal caro-carburanti è, ancora una volta, quello dei trasporti. Dario Passaniti, presidente della categoria Trasporti di Lapam Confartigianato, lancia un grido d’allarme: «Il carburante rappresenta ormai tra il 25% e il 35% dei costi operativi di una flotta. Anche minimi aumenti hanno effetti devastanti sui bilanci delle imprese». Secondo Lapam, la fase di instabilità geopolitica e di oscillazione dei mercati sta favorendo dinamiche speculative che ricadono direttamente sul prezzo alla pompa. Nonostante gli sforzi degli imprenditori nel ridurre i chilometri a vuoto, ottimizzare la guida, investire in manutenzione e telematica, la situazione rischia di diventare insostenibile: per alcune aziende, fare rifornimento sta diventando proibitivo. L’associazione chiede dunque un intervento istituzionale urgente e strutturale, a partire dalla richiesta di una riduzione stabile delle accise, avanzata da tempo anche da Federconsumatori.

L’esposto di Coldiretti

Chi va direttamente in tribunale è Coldiretti. L’associazione degli agricoltori di fronte alla corsa al rialzo del gasolio da trattore ha deciso di presentare un esposto alla Procura della Repubblica di Roma e alla Guardia di Finanza per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo, con la richiesta di accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci previsto dall’articolo 501-bis del codice penale. Secondo Coldiretti si tratta di incrementi anomali e sproporzionato rispetto all’andamento generale del mercato dei carburanti. Nello stesso periodo, infatti, il prezzo del diesel per autotrazione in Italia ha registrato un aumento molto più contenuto, stimato tra i 18 e i 19 centesimi al litro, mentre per il gasolio agricolo l’incremento risulta tra i 40 e i 45 centesimi al litro.

U.Di.Con chiede controlli

Anche U.Di.Con Emilia-Romagna parla di “caro-carburanti fuori controllo”, evidenziando come in dieci giorni un pieno di gasolio costi 20 euro in più e come in alcuni distributori della regione benzina e diesel abbiano toccato quotazioni fino a 2,20 euro al litro. L’associazione riconosce che una quota degli aumenti è “certamente legata al contesto geopolitico, ma avverte: «Il rischio è che gli aumenti vengano immediatamente trasferiti alla pompa, mentre i ribassi arrivino con molto ritardo». Il commissario regionale Antonio Rachele chiede controlli serrati e maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, per evitare aggravi per famiglie e imprese.