Mirandola, scoperti 11 lavoratori in nero su 12 in un laboratorio tessile: sospensione e maxi-multa
Blitz dei carabinieri nell’attività a San Martino Spino: denunciato un imprenditore cinese di 56 anni. Le irregolarità riscontrate riguardano anche sicurezza e igiene dei luoghi di lavoro
MIRANDOLA. Nel pomeriggio di ieri – lunedì 9 marzo – il nucleo carabinieri Ispettorato del lavoro di Modena, con il supporto dei militari delle Stazioni di San Martino in Spino e Mirandola, ha denunciato un imprenditore cinese di 56 anni, residente nel Mantovano e amministratore unico di una ditta di confezioni tessili attiva proprio nella frazione mirandolese.
Gravi carenze sulla sicurezza
Durante l’ispezione i carabinieri hanno accertato numerose violazioni alla normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro prevista dal decreto legislativo 81/2008. Tra le principali irregolarità riscontrate figurano la mancata nomina del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, l’assenza del medico competente e l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori. L’azienda non aveva inoltre provveduto alla valutazione dei rischi e alla redazione del Documento di valutazione dei rischi (Dvr), né alla formazione obbligatoria del personale. I controlli hanno evidenziato anche carenze nei dispositivi antincendio, l’assenza del piano di emergenza e la mancanza della cassetta di primo soccorso.
Undici lavoratori in nero
Nel corso dell’accertamento sono emerse anche irregolarità igienico-sanitarie nei locali destinati al ristoro dei dipendenti e la mancata pulizia di impianti e attrezzature. I Carabinieri hanno inoltre contestato l’installazione di un sistema di videosorveglianza idoneo al controllo a distanza dei lavoratori senza la necessaria autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro.
Particolarmente rilevante la presenza di lavoro irregolare: su 12 lavoratori trovati all’interno dell’azienda, ben 11 sono risultati impiegati “in nero”, pari al 91,67% della forza lavoro. Tutti i dipendenti erano cittadini cinesi regolarmente presenti sul territorio nazionale.
Attività sospesa e sanzioni
Alla luce della gravità delle violazioni e dell’elevata percentuale di lavoro irregolare, i militari hanno disposto la sospensione immediata dell’attività ai sensi dell’articolo 14 del decreto legislativo 81/2008. Complessivamente sono state elevate sanzioni amministrative per 55.900 euro e ammende per 29.794,50 euro.
L’operazione conferma l’impegno costante dell’Arma dei carabinieri nel controllo del territorio e nel contrasto alle irregolarità nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione anche alle aree più periferiche della provincia, a tutela della legalità e della sicurezza dei lavoratori.
