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Il caso

Cittadinanza onoraria a Gratteri: «Propaganda per il No al referendum»

Cittadinanza onoraria a Gratteri: «Propaganda per il No al referendum»

Bufera sulla mozione presentata in Consiglio comunale dai gruppi di maggioranza di Castelfranco

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CASTELFRANCO. Cittadinanza onoraria al procuratore Nicola Gratteri: a Castelfranco esplode la polemica politica a undici giorni dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. La mozione depositata dalla maggioranza consiliare ha infatti acceso lo scontro con le opposizioni, che contestano tempi e significato dell’iniziativa.

La mozione

La proposta è stata presentata dai gruppi di maggioranza – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Lista Gargano Sindaco, Castelfranco Futura e Idee in Comune – per conferire la cittadinanza onoraria all’attuale procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli. Nel documento si richiama il lungo impegno del magistrato nel contrasto alla criminalità organizzata e il rapporto costruito negli anni con la comunità castelfranchese attraverso incontri pubblici e iniziative rivolte in particolare ai giovani.

Negli anni, infatti, Gratteri ha partecipato più volte agli appuntamenti della rassegna “Fai la cosa giusta” e ha accolto i partecipanti al Viaggio della Legalità promosso dal Comune, prima a Catanzaro e poi a Napoli. «La nostra comunità sta dalla parte della legalità, dell’autonomia della magistratura e di chi ogni giorno combatte la criminalità organizzata con coraggio e rigore», scrivono i gruppi consiliari di maggioranza. Nel documento si sottolinea anche che la figura del magistrato rappresenta «un magistrato che ha dedicato l’intera vita al contrasto alle mafie, ma che ha sempre affiancato al lavoro giudiziario un forte impegno civile ed educativo, incontrando studenti e cittadini per diffondere una cultura della responsabilità e della giustizia».

La polemica

La tempistica dell’iniziativa è però finita subito nel mirino delle opposizioni. «Apprendiamo che la maggioranza consiliare di Castelfranco ha depositato una mozione per conferire la cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri. Lo ha fatto a undici giorni dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo», affermano Piergiulio Giacobazzi, Roberto Ricco e Giovanni Gidari di Forza Italia. «Gratteri – aggiungono – è stato in questi mesi il frontman del no della campagna referendaria sulla riforma della magistratura. Utilizzare un atto istituzionale come quello della cittadinanza onoraria, che coinvolge l'intera cittadinanza, per orientare l'opinione pubblica alla vigilia di un referendum è un'operazione politica mascherata da omaggio civico». E aggiungono: «Le istituzioni locali sono di tutti i cittadini, non la bacheca della propaganda di una fazione». Da qui la richiesta rivolta al sindaco e alla maggioranza: «Chiediamo al sindaco e alla maggioranza di ritirare la mozione».

Critiche arrivano anche dalla Lega. «La richiesta di conferire la cittadinanza onoraria a Nicola Gratteri ha ottenuto l’approvazione della maggioranza del consiglio comunale, proprio in piena campagna referendaria. Una decisione che non può passare inosservata, soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni dello stesso magistrato, schierato per il “No”, che ha utilizzato parole molto dure come “mafiosi” o “massoni”, arrivando a definire “persone non per bene” tutti coloro che intendono votare “Sì” al referendum», afferma Lodovica Boni.

Sulla vicenda interviene anche la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti. «È evidente che la sinistra abbia paura che vinca il Sì al referendum e che cerchi in ogni occasione di spostare l’attenzione dal merito della riforma», afferma. «Tirare in ballo polemiche nazionali o utilizzare simbolicamente la figura di un magistrato serve solo a evitare il confronto serio sui contenuti». E conclude: «Castelfranco merita un confronto serio e rispettoso, non l’ennesimo tentativo di politicizzare una riforma attesa da decenni dal nostro paese».

Su Gratteri interviene anche il consigliere laico del Csm Enrico Aimi, ma per un’altra vicenda. Aimi ha espresso solidarietà alla redazione del Foglio dopo alcune frasi attribuite al procuratore di Napoli – tra cui «dopo il referendum con voi del Foglio faremo i conti» – definendole «gravissime» e annunciando di aver predisposto una richiesta di apertura di una pratica al Consiglio superiore della magistratura.