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Il provvedimento

Ancora guai per Biagio Passaro: villa con piscina e altri beni per 1,2 milioni di euro confiscati

di Stefania Piscitello

	Biagio Passaro durante la manifestazione a Roma del 2021
Biagio Passaro durante la manifestazione a Roma del 2021

L'imprenditore di Castelfranco attivo nel settore della ristorazione è accusato di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio

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CASTELFRANCO. Ancora brutte notizie per l’imprenditore Biagio Passaro: confiscata in via definitiva la villa con piscina a Castelfranco, insieme ad altri beni per un valore complessivo di circa 1,2 milioni di euro. Il provvedimento è stato eseguito mercoledì 11 marzo dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Modena. La misura dà attuazione al decreto di confisca di prevenzione emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Bologna e diventato definitivo dopo la sentenza della Corte di Cassazione dell’11 febbraio scorso, che ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla difesa.

Sono stati confiscati la villa con piscina a Castelfranco, un motociclo, quote societarie e disponibilità finanziarie ritenute riconducibili all’imprenditore della ristorazione. Il provvedimento è l’esito di un’indagine patrimoniale condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Modena su delega della procura. Gli accertamenti hanno ricostruito la situazione economica del nucleo familiare dell’imprenditore nel periodo compreso tra il 2012 e il 2021, analizzando redditi dichiarati, conti correnti e movimentazioni finanziarie.

Sarebbe stata riscontrata una sproporzione tra i redditi dichiarati al fisco e il patrimonio nella disponibilità dell’imprenditore, oltre che tra le entrate ufficiali e il tenore di vita. Alcuni beni, secondo gli investigatori, sarebbero stati detenuti anche tramite intestazioni a terze persone. La misura di prevenzione patrimoniale è stata disposta sulla base della valutazione di pericolosità sociale attribuita a Passaro, gravato da precedenti penali di natura economico-finanziaria, tra cui bancarotta fraudolenta, indebita percezione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio. Nei provvedimenti giudiziari vengono ricostruite condotte ritenute rilevanti in diversi periodi temporali. Tra il 2014 e il 2020 sarebbero state accertate operazioni distrattive legate alla gestione di una società, di cui Passaro era ritenuto amministratore di fatto, con l’utilizzo di risorse aziendali per finalità personali. Nella valutazione della pericolosità i giudici hanno richiamato anche la presenza dell’imprenditore durante l’assalto alla sede della Cgil di Roma il 9 ottobre 2021, avvenuto durante una manifestazione contro il Green pass, vicenda per la quale il suo nome era già comparso nelle cronache nazionali. Gli stessi beni erano già stati colpiti da sequestro preventivo nel 2024, nell’ambito del procedimento di prevenzione avviato dalla procura. Con la decisione della Cassazione, quel sequestro si è trasformato in confisca. Il patrimonio sottratto alla disponibilità dell’imprenditore è stimato in un milione e duecentomila euro, cifra che comprende l’immobile di Castelfranco, il motociclo, le partecipazioni societarie e le disponibilità finanziarie.

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