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L’anniversario

Un secolo di Aci, dalla “Mille Miglia” alla mobilità: tra i fondatori anche un giovane Enzo Ferrari

di Giovanni Medici
Un secolo di Aci, dalla “Mille Miglia” alla mobilità: tra i fondatori anche un giovane Enzo Ferrari

Il 29 gennaio 1926, nella sala dell’Associazione dei commercianti e degli industriali, si riunirono alcune tra le figure più in vista dell’imprenditoria modenese: da quell’incontro, un mese più tardi, nacque l’Automobile Club di Modena

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MODENA. Automobile Club, cent’anni di strada fatta insieme a Modena e ai modenesi. Il 29 gennaio 1926 nella sala dell’Associazione dei commercianti e degli industriali si riuniscono alcune tra le figure più in vista dell’imprenditoria modenese, Sandonnino, Corni, Aggazzotti tra gli altri, e c’è anche un giovane Enzo Ferrari. Da quell’incontro nascerà, un mese più tardi, l’Automobile Club di Modena, sodalizio che dunque quest’anno compie un secolo di vita. L’Aci (anzi il Raci visto che si sta parlando della sede modenese del Reale Automobile Club d’Italia) assume da un lato il ruolo istituzionale deputato alla gestione dei servizi delegati dallo Stato, come la riscossione delle tasse automobilistiche; dall’altro un ruolo sociale e culturale, volto a promuovere l’automobile, lo sport, l’educazione stradale. E all’inizio si occupa anche della gestione dei parcheggi (in piazza Roma, in corso Canalgrande e in Largo San Francesco ad esempio) e dei distributori di carburante (in piazzale San Francesco e in corso Canalgrande come poi in viale Reiter). Modena è già negli anni Venti e Trenta una capitale del motorismo sportivo e l’Automobile Club (che nel 1930 ha già 305 soci) partecipa — talvolta come organizzatore, talvolta come supporto — alle grandi competizioni dell’epoca: il Circuito di Modena, la Mille Miglia, i Trofei Sport, le gare di durata e persino la celebre prova del Miglio Lanciato. Singolare il Decalogo del Pedone, diffuso dal Raci provinciale negli Anni Trenta, che ricorda come “l’osservanza dei regolamenti stradali è un atto di solidarietà sociale e di “non indugiare sulle cantonate”. La Seconda guerra mondiale interrompe ogni attività: gli archivi del sodalizio mostrano verbali ridotti, poche riunioni, pochissimi soci — solo cinque alla Liberazione. Ma questo piccolo nucleo è sufficiente per ricominciare. Nel 1946, finito il commissariamento, si elegge il nuovo Consiglio Direttivo. Nel 1950 nasce l’Aerautodromo, dove oggi c’è il Parco Ferrari. Fino al 1961 sarà la nostra Piccola Indianapolis, dove corrono i più importanti piloti del mondo, anche su due ruote: l’ultima gara è del 21 marzo 1976, proprio mezzo secolo fa. Nel 1955 nasce il servizio di Soccorso Stradale, visto che la motorizzazione cresce a ritmi veloci: dalle 12.000 auto degli anni Cinquanta circolanti in provincia si arriva alle 200.000 vetture della fine degli anni Settanta. Nel 1956 diventa presidente l’ingegner Angelo Orlandi, erede di una azienda che costruiva carrozzerie per autobus e che venne poi col tempo assorbita dall’Iveco. Orlandi ha segnato in modo indissolubile la storia del sodalizio visto che rimarrà al timone dell’Aci modenese per ben 59 anni, fino alla sua morte nel 2014. Intanto l’Automobile Club, Ente pubblico non economico senza scopo di lucro a base associativa, cresce, e apre autoscuole e sedi nei principali centri della provincia: i soci diventano sedicimila alla fine degli anni Settanta, 34 mila nel 2001. In quell’anno, per il 75esimo compleanno, viene pubblicato anche un libro sulla storia dell’Aci Modena, dal quale abbiamo tratto alcune delle informazioni e delle immagini che corredano questo articolo. Anche la sede di via Verdi angolo via Emilia intanto si rinnova. I compiti dell’Aci aumentano, in collaborazione con le istituzioni pubbliche, ad esempio nella sensibilizzazione degli utenti della strada, tutti, al rispetto delle regole. Oggi, a cent’anni dalla fondazione, l’Automobile Club ha 37000 soci, propone agli aderenti tanti servizi e ha dal 2017 come presidente Vincenzo Credi (direttore è Simona Fanelli). Proprio per celebrare questo traguardo significativo, nel 2026 sono previsti quattro appuntamenti importanti: si parte sabato 14 marzo con la 9ª edizione del ‘Wolf Pass’. Nel weekend del 25-26 aprile ecco poi il ritorno del Rally Città di Modena, che ripropone in provincia la grande tradizione del motorsport, e ancora il secondo Convegno nazionale sulla mobilità l’8 maggio, momento di confronto sul futuro degli spostamenti e della sicurezza che si terrà al cinema Raffaello, con il patrocinio del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e di quello della Difesa; infine il 10 giugno i cento anni dell’Aci saranno festeggiati con il passaggio nel modenese della rievocazione storica della 1000 Miglia.

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