Intelligenza artificiale e robot umanoidi: a Modena nasce Unimore AI Center
Inaugurato nel dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” il polo d’eccellenza internazionale che si occuperà di ricerca e formazione: «Innovazione al servizio dei cittadini». E ci sono già i primi accordi con le aziende: TetraPak e Amd (Advanced Micro Devices)
MODENA. Innovazione al servizio della cittadinanza. Progetti che travalicano i confini nazionali. Futuro declinato al plurale, nelle sue molteplici sfaccettature. Rispetto dell’etica e della sostenibilità. Tecnologie di cui si detengono i fili, senza rischiare di diventare marionette. Non solo lettere, ma parole che assumono volto e concretezza tra le mura del nuovo AI Center di Unimore, inaugurato ieri mattina alla presenza di figure istituzionali, ricercatori, rappresentanti di aziende, docenti e studenti.
Il nuovo polo
La struttura, dislocata all’interno del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari, è il risultato di 27 anni di esperienza nel campo dell’Intelligenza artificiale, due anni e mezzo di lavori e un investimento di oltre tre milioni di euro. Si tratta di uno spazio dedicato allo sviluppo della conoscenza, all’indagine di nuove frontiere, alla formazione e al trasferimento tecnologico alle aziende. Prima del taglio del nastro, nel corso di un incontro di presentazione e dibattito all’interno dell’aula magna del Tecnopolo, è intervenuta la rettrice di Unimore Rita Cucchiara: «Uno studio di Horizon Europe dello scorso anno ci dice che in Europa ogni euro investito per la ricerca porterà 11 euro di aumento del nostro Pil nel 2045. Spero anche di più, perché ricerca significa investire nel progresso scientifico, che è la prima delle nostre missioni. Ci permette di formare studenti e docenti». Il centro rappresenta un punto di aggregazione per più realtà, dalla regione all’Europa. Operano al suo interno l’unità modenese di Ellis (European Laboratories of Learning and Intelligent System) e il Centro interdipartimentale Airi (Artificial Intelligence Research and Innovation Center), accreditato alla Rete Alta Tecnologia dell’Emilia-Romagna e comprensivo della Al Academy e del Biolab regionale. «Sono orgogliosa del fatto che la nostra è una delle università con il più alto contributo di finanziamenti commissionati dalle aziende».
L’inaugurazione
L’inaugurazione non rappresenta solo un traguardo accademico, ma un tassello che contribuisce a costruire la città di domani. Una realtà capace di coniugare il suo antico sapere con l’avanzamento della conoscenza. A sottolineare questo binomio vincente è stato Massimo Mezzetti, sindaco di Modena: «Unimore è il centro di un processo destinato a portare vantaggi a un sistema territoriale, un fatto ancora più importante nel momento in cui, da tempo, la competizione non si gioca più tra singole imprese, ma tra territori». Il consiglio comunale di Modena ha approvato una mozione per promuovere una conferenza territoriale che coinvolga imprese, associazioni di categoria, sistema bancario e fondazioni, università, centri di ricerca, camere di commercio e enti locali. L'incontro nasce con l’obiettivo di definire un quadro strategico condiviso per lo sviluppo del sistema produttivo modenese, un’occasione per sostenere e definire «la specializzazione della sede del Tecnopolo di Modena». In una società che considera i dati il nuovo petrolio, l'Intelligenza artificiale può essere utilizzata per rafforzare la democrazia? Lo ha chiesto Marco Massari, sindaco di Reggio Emilia, rivolgendosi alla platea e provando a fornire una risposta. «Credo sia possibile, se rende il sapere più accessibile e le istituzioni più trasparenti, se consente ai cittadini di comprendere e partecipare alle decisioni che li riguardano». Etica e AI devono andare a braccetto, ma questa sintonia non può essere frutto della casualità: «Le città, le università e le istituzioni democratiche hanno oggi una responsabilità straordinaria: non limitarsi ad accompagnare l'innovazione, ma orientarla», ha sottolineato Massari. «L'Intelligenza artificiale è in fondo un grande artefatto cognitivo, una macchina che lavora con dati, informazioni, correlazioni». Ma i suoi effetti vanno ben oltre il calcolo. «Quando sistemi intelligenti entrano nei processi decisionali, nelle istituzioni, nelle imprese, nelle politiche pubbliche, influenzano il modo in cui le persone si orientano, valutano e scelgono».
La Regione applaude
Quali settori necessitano di essere integrati con l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale? In Emilia Romagna manifattura e salute pubblica sono in cima alla lista degli ambiti applicativi prioritari. A raccontarlo è stato il presidente della Regione Michele de Pascale, nel corso dell’incontro di inaugurazione del nuovo AI Center di Unimore. «In questo momento il nostro insediamento manifatturiero – tra i più forti in Europa – non teme il confronto con gli altri paesi. Tuttavia, è composto di due tipologie di imprese, tutte eccellenti ed estremamente innovative». Alcuni colossi industriali stanno giocando la partita dell’AI con un sistema di relazioni globali. «Spesso vincono, a volte devono recuperare terreno, ma sono già scese in campo». Si tratta di attori importanti del panorama regionale, ma che non devono rubare la scena alla rete di imprese minori. Piccole e medie realtà «sono capaci di realizzare prodotti che nessun altro sa fare nel mondo. Non parliamo di nomi che tutti conoscono, dall’Argentina alla Cina, ma il loro ruolo è ugualmente rilevante. In questo caso, i numeri che abbiamo in termini di applicazione e di utilizzo dell’Intelligenza artificiale in maniera strutturale nel tessuto produttivo sono molto meno confortanti», ha sottolineato de Pascale. «Stiamo aprendo un’altra fase della competizione globale, perché quella della manifattura affiancata dall’AI sarà una nuova partita». Anche la tutela della salute deve essere ripensata sulla base delle nuove carte in tavola. «L’Europa è indietro di vent’anni in termini di applicazione dell’Intelligenza artificiale rispetto a oltreoceano». In campo medico si prospettano obiettivi rilevanti: «empowerment dei professionisti, sostegno ai cittadini per la prevenzione, controllo di gestione ed efficientamento del sistema, supporto alle attività di ricerca». Secondo il presidente della Regione, le sole capacità e competenze umane non sono più sufficienti. «Per migliorare ulteriormente il nostro sistema abbiamo bisogno di un salto di qualità».
I robot umanoidi
Saluta con la mano. Si avvicina. Poi torna sui suoi passi. Muove le braccia per disegnare un cuore. Sorride con gli occhi, da un momento all’altro cambia espressione. L’umanoide che ha accolto i partecipanti all’inaugurazione dell’AI center di Unimore è diventato subito protagonista di scatti e riprese insieme al suo amico a quattro zampe, all’interno della stanza immersiva dedicata all’applicazione dell’AI nella robotica. «Questo spazio serve per la ricerca e per testare tali macchine. Possono essere impiegate per interagire con l’essere umano in tantissime situazioni, ad esempio come assistenti agli ingressi degli ospedali. Ci rivolgiamo a un robot antropomorfo come oggi facciamo con Chat Gpt», ha spiegato Costantino Grana, vice rettore a transizione digitale e Intelligenza artificiale di Unimore. «Vogliamo lavorare anche sull’acquisizione in tempo reale del moto delle persone per la progettazione di installazioni interattive». Il Centro, sviluppato su due piani e dotato di una zona di coworking con aziende del territorio, dispone di numerose postazioni per accogliere fino a 60 dottorandi e ricercatori. «Ci occupiamo di Intelligenza artificiale a tutti i livelli: safety dei lavoratori, analisi di immagini per applicazioni in ambito sanitario, problemi industriali o moderni modelli multimodali di visione e linguaggio, ossia quelli con cui interagiamo tutti i giorni», ha aggiunto Simone Calderara, direttore del Centro interdipartimentale Artificial Intelligence Research and Innovation di Unimore.
Collaborazione con le aziende
La ricerca non deve rimanere tra le mura dell’AI Center di Unimore, ma essere al servizio di cittadini, imprese e altre realtà territoriali. In quest’ottica, durante la cerimonia di inaugurazione, sono stati siglati accordi di collaborazione con Tetra Pak e con Amd (Advanced Micro Devices). «I nostri rapporti con l’Università di Modena e Reggio Emilia sono iniziati nel 2002 grazie a una serie di progetti», ha ricordato Roberto Mastri, managing director di Tetra Pak Packaging Solutions. «Abbiamo sviluppato algoritmi per sensori installati sulle nostre macchine che permettano la manutenzione predittiva. Questo è un importante passo per l’industria: ottimizzare le performance e l’affidabilità. Abbiamo installato telecamere dotate di AI sui nostri macchinari e utilizzato i controlli di qualità su tutti i nostri prodotti che compriamo ogni giorno al supermercato. Siamo felici di essere sicuri che, grazie al contenitore Tetra Pak, proteggiamo la bontà».
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