Gazzetta di Modena

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Storia e curiosità

Ferrari, l’altro genio modenese che con gli occhiali inventò il “Made in Italy”

di Giovanni Medici

	Carlo Enrico Ferrari
Carlo Enrico Ferrari

La storia di Carlo Enrico, che diede vita al complesso industriale italiano produttore di lenti e montature e esportò in quattro continenti

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MODENA. Il Made in Italy, concetto oggi citato da chiunque voglia sottolineare l’eccellenza che accompagna i prodotti del nostro paese, lo usò forse per la prima volta un modenese, che si chiamava Ferrari, ma che non era “quello di Maranello”.

La storia

La curiosa storia che vi andiamo a raccontare è quella di Carlo Enrico Ferrari, figlio del drammaturgo Paolo (a lui è intitolata dal 1911, guarda caso, la via dove nacque nel 1898 proprio Enzo Ferrari, all’epoca via Camurri). Carlo Enrico Ferrari, nato nel 1854 a Modena, seguendo la tradizione familiare divenne militare di professione (capitano di artiglieria nello Stato Maggiore di stanza a Milano), dopo essersi trasferito con i genitori e i fratelli nel capoluogo lombardo; in seguito rilevò l’occhialeria (la prima in zona) fondata nel 1878 dai fratelli Frescura a Calalzo di Cadore (Belluno): nel 1888 arrivò in paese e nel 1890 fondò la C.E. Ferrari & C. liquidando i due soci, ingrandendo l’attività, assumendo decine di operai ed esportando occhiali in quattro continenti.

L’impero degli occhiali

Era il suo il primo complesso industriale italiano produttore di lenti e montature ed era dotato di illuminazione elettrica, una novità per un edificio produttivo del Cadore, zona alla fine dell’Ottocento ben lontana dalla modernità di una Milano umbertina; qui non c’era illuminazione stradale, né medico né farmacia; per i trasporti si poteva usufruire solo di una corriera a cavalli che passava due volte al giorno (andata e ritorno). Ferrari non mollò, anche dopo un incendio che distrusse la sua fabbrica nel 1896. Dedicò un reparto alla fabbricazione di astucci per occhiali e di scatole per la spedizione del prodotto. Arrivò a impiegare circa cento operai ed ebbe poi il grande merito, fra molti altri, di essere stato il primo in Italia a fabbricare montature di ferro cerchiate, con saldature di sua speciale invenzione, coadiuvato come sempre dai fratelli Lozza.

Modena a New York

Realizzò a Calalzo, infine, anche un impianto di galvanoplastica per la doratura, argentatura e nichelatura dei fusti degli occhiali. “Ferrari – sottolinea lo studioso di storia d’impresa mestrino Massimo Orlandini – grazie alla frequentazione milanese apportò una vera e propria rivoluzione nell’occhialeria italiana, esportando i suoi prodotti a fine ‘800 in tutto il mondo e in particolare a New York. Oltre a imitare le tecnologie diffuse nei principali paesi europei, introdusse nuove metodologie commerciali e di marketing, spedendo i suoi occhiali in piccole cassette di legno in tutto il mondo via ferrovia e via nave. Sotto la sua guida si formarono tanti tecnici che diedero vita, in seguito, a diverse realtà cadorine del settore”.

Made in Italy

E il Made in Italy? Tra i molti riconoscimenti che l’azienda di Ferrari ottenne, nel 1897 c’era anche la Medaglia d’oro del premio industriale promosso dal Reale Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti di Venezia. Il segretario di questa istituzione, Guglielmo Berchet – spiega Orlandini, che ha scoperto documenti inediti al riguardo – loda nella menzione di questo riconoscimento la C.E. Ferrari & C. che, invece di spacciare i suoi prodotti destinati al mercato americano per tedeschi, francesi o inglesi, realtà di punta del settore in quel periodo anche per l’avanzamento dei macchinari tecnologici, si pregia della propria italianità, facendo riferimento, appunto, alla “marca Made in Italy”. «Si tratta della prima citazione a stampa in Italia del famoso sintagma, tra l’altro su una fonte scientifica, e va a retrodatare – sottolinea Orlandini - quel che finora si sapeva sull’utilizzo di questa dicitura».

La storia… in libro

Nel 1901 il nostro illustre concittadino aveva intanto venduto l’azienda all’ex collaboratore Ulisse Cargnel, che ne favorì l’ulteriore crescita imprenditoriale, per tornare a fare il militare. Nel 1934 è da questo edificio, ancora oggi esistente ma in disuso, che partì l’avventura industriale della Safilo, occhialeria nota in tutto il mondo. Ferrari era intanto scomparso nel 1932. «Il mio intento, terminata la ricerca delle fonti, è di scrivere un libro. A tal fine sto cercando qualsiasi notizia e documento che riguardi Carlo Enrico Ferrari. Il mio scopo – conclude Orlandini - oltre a tratteggiare meglio la sua figura è anche quello di rintracciare, se possibile, gli eredi viventi e di poter visionare carte e documenti che lo riguardano». Un modenese che dopo aver sentito l’aria di Milano sviluppa una nuova industria in una zona di montagna, il Cadore: una bella storia, davvero ‘Made in Italy’.