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Padre e figlio picchiati dopo la partita di calcio giovanile: «Aggressione violenta e premeditata»

di Stefania Piscitello
Padre e figlio picchiati dopo la partita di calcio giovanile: «Aggressione violenta e premeditata»

È accaduto fuori dal campo “Baroni” alla Crocetta al termine di Villa d’Oro-Virtus Campogalliano under 17: polizia sul posto. Il papà: «Se non mi fossi messo in mezzo cosa sarebbe accaduto?». La condanna della società

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MODENA. Prima un diverbio in campo, poi il clima che sembra tornare disteso. Infine, fuori, il pestaggio. È una prima ricostruzione di quanto avvenuto nel pomeriggio di sabato 14 marzo fuori dal campo “Baroni” alla Crocetta di Modena, al termine della partita tra Villa d’OroVirtus Campogalliano, terminata 2 a 1 per il Campogalliano. A raccontare quanto avvenuto è il padre del giovane calciatore, un ragazzo di 17 anni, che è intervenuto per difendere il figlio dal branco: entrambi, secondo quanto riferisce l’uomo, sono stati picchiati. «Un’aggressione molto violenta e premeditata», sostiene l’uomo che annuncia che nelle prossime ore presenterà denuncia.

Cosa è successo

L’uomo, nel ricostruire quanto sarebbe avvenuto, è ancora sconvolto dalla dinamica. In campo le due squadre under 17. «Durante la partita – racconta – mio figlio che gioca nella Virtus Campogalliano ha avuto un diverbio con un giocatore avversario, che però si è risolto praticamente subito. Finita la partita eravamo tranquilli, non c’era nessun presagio di quello che sarebbe successo qualche minuto dopo». Al termine del match, giocatori e genitori cominciano a uscire, avviandosi verso il parcheggio. «Notiamo un gruppo di circa dieci ragazzi, tra cui tre o quattro della squadra avversaria, che cominciano a inveire verso mio figlio». Poi tutto sarebbe successo in pochi istanti: «Si sono avvicinati e hanno aggredito mio figlio. Io ovviamente mi sono messo in mezzo per difenderlo, tanto che il primo pugno è arrivato in faccia a me».

«Ci hanno raggiunti e picchiati»

A quel punto la prima cosa a cui ha pensato l’uomo è stata mettere in salvo il ragazzo: «Ho cercato di portarlo verso il pullmino, ma ci hanno raggiunti. Erano una decina e hanno continuato con calci e pugni sia a me che a lui. Mio figlio ha graffi e lividi». Poi, altri adulti si sono avvicinati e sono intervenuti. A quel punto il gruppo si è dileguato mentre sul posto arrivavano le Volanti della polizia per raccogliere le prime testimonianze. «Io ho fatto il dirigente per tanti anni e vorrei sottolineare la violenza con cui è avvenuta l’aggressione: se non ci fossi stato io mio figlio come starebbe ora? Forse avrebbe le ossa rotte. Valuterò di sporgere denuncia. Io sono andato subito dentro il centro della Villa d’Oro, c’erano il presidente e il mister della squadra contro cui ha giocato mio figlio. Sono stati molto disponibili, sono subito venuti fuori fino all’arrivo delle forze dell’ordine. A fine campionato potrebbe esserci un’eventuale finale tra le due squadre, io farò di tutto per non farla giocare per questione di sicurezza. Ho già contattato il responsabile del Csi».

La nota della società

La Villa d’Oro, in una nota diffusa in giornata, ha commentato l’accaduto: «In relazione agli eventi verificatisi sabato scorso al termine dell’incontro tra Villa d’Oro e Virtus Campogalliano, la scrivente società intende formulare le seguenti precisazioni per una corretta ricostruzione dei fatti. Distanziamento e rammarico: la società esprime il più profondo rammarico per l’episodio occorso all'esterno delle proprie strutture sportive. Tali condotte sono estranee ai valori di sportività e rispetto che la Villa d'Oro persegue. Provvedimenti disciplinari: si comunica che la dirigenza ha già adottato provvedimenti di espulsione immediata nei confronti dei tesserati identificati come coinvolti nell'incidente. La tolleranza verso atti di violenza, verbali o fisici, rimane nulla. Funzione sociale ed educativa: Preme sottolineare che la Villa d'Oro opera in un contesto territoriale complesso e multiculturale. In tale scenario, la società riveste un ruolo sussidiario fondamentale, agendo come presidio educativo e di integrazione sociale per numerosi giovani. Tutela dell’immagine: pur nel rispetto della cronaca, si invita a non confondere le responsabilità individuali con l'operato pluriennale di una realtà sportiva che quotidianamente si impegna nel sottrarre ragazzi alla strada attraverso la disciplina del calcio. La società resta a disposizione delle autorità competenti per ogni ulteriore chiarimento».

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