Amianto alla Pieve di Colombaro: prima la bonifica, poi i lavori di restauro
La scoperta è avvenuta durante le verifiche sull’edificio
FORMIGINE. Prima l’amianto, poi il cantiere. Il recupero della Pieve di San Giacomo Maggiore e della canonica di Colombaro di Formigine passa da qui: dalla bonifica di alcuni manufatti contenenti amianto rinvenuti durante i sopralluoghi preliminari all’avvio dei lavori.
Amianto nell’edificio
Durante le verifiche sull’edificio sono stati individuati infatti alcuni materiali da rimuovere in sicurezza: due pezzi di tubazione rotti, un vecchio serbatoio dell’acqua con coperchio e le lastre ondulate di una piccola tettoia. Tutti elementi contenenti amianto in matrice compatta che devono essere smontati e smaltiti seguendo le procedure previste dalla normativa prima di poter procedere con il restauro vero e proprio. Per questo il Comune di Formigine ha disposto un intervento specifico di bonifica affidato a una ditta specializzata e iscritta all’Albo nazionale dei gestori ambientali. L’operazione ha un costo complessivo di 5.368 euro e servirà a mettere in sicurezza l’area, consentendo poi l’avvio del cantiere principale.
L’intervento
L’intervento prevede il trattamento delle superfici con prodotti incapsulanti certificati, la rimozione dei materiali e il loro conferimento in discariche autorizzate. Prima dell’avvio dei lavori sarà necessario il piano di lavoro da presentare all’Ausl, con un preavviso obbligatorio di trenta giorni. Una volta completato questo passaggio amministrativo, le operazioni di cantiere dureranno pochi giorni. La bonifica rappresenta quindi un passaggio preliminare ma indispensabile per il progetto di recupero del complesso storico della Pieve di Colombaro, un intervento complessivo da 1 milione e mezzo di euro. Di questi, un milione arriva da un contributo a fondo perduto del Ministero del Turismo, nell’ambito del programma dedicato allo sviluppo dell’offerta turistica dei cammini religiosi italiani. Il resto sarà coperto dal Comune attraverso un mutuo. Il progetto punta a restituire valore alla Pieve e alla canonica, collocate lungo il percorso della Via Romea Germanica Imperiale, trasformandole in uno spazio a servizio dei pellegrini e del turismo lento. Prima però sarà necessario completare la bonifica dell’amianto e mettere definitivamente in sicurezza l’area, passaggio indispensabile per poter far partire il cantiere di restauro.
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