Tenta di strozzare e stuprare l’ex: «Se mi denunci, ti ammazzo»
Non ha accettato la fine della relazione, si è introdotto con forza a casa della donna e ha tentato di stuprarla, ma lei si è opposta con tutte le forze. 38enne a processo per maltrattamenti e tentata violenza
BOMPORTO. Dopo aver convissuto con lei per mesi come un fidanzato perfetto, tanto che si pensava anche al matrimonio, si è trasformato nel suo carnefice, mettendo in atto un’aggressione spaventosa, in cui ha tentato anche di soffocarla. Con queste accuse il 38enne ieri è finito a processo. Inizierà il 9 luglio, dovrà rispondere di maltrattamenti e violenza sessuale ai danni della sua ex, in entrambi i casi con aggravanti, tra cui quella della recidiva infraquinquennale. Rischia una condanna molto pesante.
I maltrattamenti
Siamo a Bomporto, dove lui, dopo un periodo di corteggiamento, ha iniziato a convivere con una coetanea, anche lei di origini marocchine. Lui aveva già alle spalle una relazione finita molto male, che ha portato a una condanna sia per maltrattamenti che per violenza sessuale. La convivenza è durata 18 mesi, e gli ultimi due – dal luglio al settembre 2023 – sono diventati particolarmente difficili a causa della sua gelosia. Lei nella denuncia ha parlato di continue vessazioni fisiche e psicologiche. In diverse occasioni l’avrebbe presa a schiaffi, arrivando anche a metterle le mani al collo. La controllava ossessivamente tutte le volte che usciva di casa, prendendole anche il telefono per vedere con chi si sentiva. Una situazione opprimente, che ha portato la donna nel settembre 2023 alla decisione di interrompere la relazione e dire no al matrimonio.
L’aggressione choc
Lui non ha accettato la fine del rapporto, e ha continuato a insistere per farle cambiare idea. Fino a un episodio scioccante avvenuto il 2 agosto 2024. Secondo quanto ricostruito nella denuncia, lui entrò di forza a casa sua forzando la serratura dell’ingresso con una scheda. Terrorizzata, lei si rifugiò nella camera da letto, chiudendosi dentro a chiave. Ma lui sfondò la porta e l’aggredì in modo brutale, sbattendola prima sul pavimento e poi sul letto, palpeggiandola nella parte superiore del corpo mentre con l’altra mano l’afferrava per il collo per impedirle di urlare. Poi la prese a pugni e la minacciò di morte con una frase del tipo: «Se mi tradisci o mi denunci, io ti ammazzo». Poi ha tentato di stuprarla, ma lei si è opposta con tutte le sue forze alla violenza, e ha dovuto desistere. Per le lesioni subite, lei è dovuta ricorrere alle cure del Pronto soccorso, dove è stata dimessa con 20 giorni di prognosi. Dopo aver subito una cosa simile, ha trovato la forza di denunciarlo, ed è scattata la procedura da Codice rosso.
L’udienza
Ieri – 17 marzo - l’uomo, assistito dall’avvocato Tommaso Creola, è comparso davanti al giudice per l’udienza preliminare. Il pm Lucia De Santis ha ribadito le accuse, che sono state rilanciate anche dall’avvocato Roberto Ghini, tramite cui la vittima si è costituita parte civile, pronta a chiedere i danni se la sentenza sarà di condanna. Il giudice ha quindi disposto il rinvio a giudizio per quattro reati: maltrattamenti, lesioni, tentata violenza sessuale e violazione di domicilio. Contestandogli anche le aggravanti e la recidiva infraquinquennale. Il processo inizierà già il 9 luglio, tra neanche quattro mesi.
