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Guerra, Ferrari interrompe le consegne di auto in Medio Oriente


	Ferrari sospende gli ordini in Medio Oriente
Ferrari sospende gli ordini in Medio Oriente

La Casa di Maranello: «Ci limiteremo alle spedizioni aeree». La decisione ha avuto ripercussioni anche sul fronte finanziario: il titolo ha chiuso la giornata con un calo del 4,27%, scendendo a 280,30 euro

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MARANELLO. La crisi in Medio Oriente innescata dall’operazione militare «Epic Fury» e dalle conseguenti rappresaglie che coinvolgono Iran ed Emirati sta avendo ricadute anche a Maranello. E se la guerra con attacchi missilistici diffusi rischia di avere conseguenze pesanti. Ferrari, la casa automobilistica simbolo del territorio e del Made in Italy di lusso, ha infatti annunciato la sospensione temporanea delle consegne nel Medio Oriente, una decisione che riflette l’instabilità crescente nell’area.

L’annuncio

La comunicazione è arrivata nella giornata di ieri tramite una nota ufficiale dell’azienda, che conferma come l’escalation del conflitto stia rendendo troppo rischiose le spedizioni marittime. «Stiamo monitorando attentamente gli sviluppi in Medio Oriente e le possibili ripercussioni sulla nostra attività», spiega Ferrari. «In questa fase, abbiamo temporaneamente sospeso le consegne nella zona, pur continuando a gestire alcune consegne via aerea». Il blocco interessa quindi soprattutto la logistica via mare, canale principale per la movimentazione dei veicoli destinati ai Paesi del Golfo Persico. Una limitazione che non ha effetti immediati sulla produzione a Maranello, ma che incide su un mercato considerato da anni strategico per il marchio: qui infatti è diretta una parte importante della produzione della casa di Maranello. Il Medio Oriente rappresenta una quota significativa delle vendite globali, con una clientela fidelizzata e ad alto potenziale economico.

Il titolo

La decisione ha avuto ripercussioni anche sul fronte finanziario: il titolo Ferrari ha chiuso la giornata con un calo del 4,27%, scendendo a 280,30 euro. Una flessione che riflette le preoccupazioni degli investitori rispetto all’evoluzione della crisi e ai possibili ritardi nelle consegne. Situazioni analoghe si stanno verificando anche per altri marchi del settore lusso e automotive: Maserati, ad esempio, ha confermato di aver adottato misure simili per ragioni di sicurezza. Ferrari sottolinea comunque che si tratta di una misura temporanea e che l’azienda continuerà a valutare giorno per giorno la situazione geopolitica, pronta a ripristinare le normali attività non appena le condizioni lo consentiranno. «La tutela dei nostri clienti e la sicurezza delle operazioni sono la priorità», ribadiscono da Maranello. In una fase internazionale caratterizzata da tensioni e instabilità, anche una realtà solida e globale come Ferrari si trova dunque costretta a fare i conti con variabili esterne. Un segnale che, ancora una volta, mostra quanto i conflitti mondiali possano riflettersi direttamente anche sulle eccellenze industriali del territorio nazionale.