Gazzetta di Modena

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Le testimonianze

Il blitz della polizia per arrestare la banda, i residenti: «Come essere in un film»

di Filippo Trenti
Il blitz della polizia per arrestare la banda, i residenti: «Come essere in un film»<br type="_moz" />

Decine di persone a Vignola hanno seguito da vicino le scene dell'arresto: «Abbiamo sentito gli spari e poi l’elicottero in volo». Una donna appena rincasata dal lavoro: «Mi sono avvicinata al casolare abbandonato dove la banda aveva creato il suo covo»

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VIGNOLA. Una scena che sembra uscita da un videogioco: decine di agenti armati di mitra, la colonna d’auto che passava a pochi metri da loro, il rombo dell’elicottero della Polizia e i residenti che si sono avvicinati il più possibile al vivo dell’azione per restare informati sull’accaduto. Alcuni passanti raccontano di aver sentito chiaramente il rumore sordo dei proiettili sparati, altri hanno addirittura intravisto uno dei ricercati mentre tentava disperatamente di nascondersi fra i rami di un albero. Al terrore si mescolava la curiosità: così un nuvoloso pomeriggio di marzo si è trasformato in una storia difficile da dimenticare per chi l’ha vissuta.

«Stava per terminare la nostra giornata lavorativa – racconta uno dei dipendenti della Bellentani, azienda collocata a poche decine di metri dal luogo incriminato – quando io e i miei colleghi siamo stati attratti dal rombo di un elicottero. Ci siamo subito precipitati fuori, così come hanno fatto i dipendenti delle altre aziende dell’area, trovandoci di fronte agli occhi una scena surreale: un paio di furgoni della polizia bloccavano la strada, intimando alle auto di fare inversione. Sono iniziate allora le prime speculazioni sull’accaduto: alcuni hanno detto di aver visto degli agenti alle spalle di un’auto dal baule aperto di fronte a Tonnie, ma nessuno sapeva con esattezza cosa stesse succedendo».

Oltre ai lavoratori che, intorno alle 17 del pomeriggio, si sono accalcati fuori dai propri stabilimenti, chi pronto a rincasare, chi semplicemente curioso di assistere all’operazione, anche i residenti dell’area sono stati attirati fuori dalle proprie abitazioni. «Sono rincasata da lavoro – dichiara una di loro – e ho notato i poliziotti in fondo alla mia strada. Preoccupata, ho chiesto a mio figlio cosa fosse accaduto e lui mi ha raccontato che stavano ricercando delle persone armate che si erano nascoste nella campagna circostante. A quel punto, l’ho invitato a chiudersi in casa e anche io penso che, a breve, farò lo stesso. Presa dalla curiosità, mi sono avvicinata al casolare dove sembrava si fossero nascosti i criminali, ma tenendomi a debita distanza per non mettere a repentaglio la mia incolumità».

«Anche noi stiamo cercando di ricostruire l’accaduto – rivelano due ragazzi che, assetati di ulteriori informazioni, sono accorsi sul posto – Abbiamo intravisto un paio di rapinatori, fra cui anche quello nascosto sopra l’albero, e ci pare che due o tre siano già stati arrestati, ma il numero di banditi coinvolti è sicuramente più alto. Abbiamo udito degli spari, ma non possiamo affermare con certezza che qualcuno sia stato colpito da un proiettile».

Anche le auto ferme in colonna, in quei pochi attimi a disposizione, non hanno potuto fare a meno di scambiarsi quelle poche informazioni ricevute. «Per prima cosa – dichiara un guidatore dopo aver percorso il tratto di strada che fronteggia il casolare coinvolto – ho notato l’elicottero che vagava per le campagne a pochi metri d’altezza. Poi, avvicinandomi al casolare, mi sono ritrovato di fronte questi agenti armati che mi hanno invitato, con un gesto della mano, a proseguire».

«Ero a casa quando ho sentito una smitragliata – racconta uno dei residenti – allora sono immediatamente salito in macchina per accorrere sul posto da cui provenivano gli spari. Ho visto notato uno dei ricercati accovacciato fra i rami di un albero. Ho tentato di attirare l’attenzione di uno degli agenti armati che circondava l’area per indicargli il nascondiglio, ma non sono sicuro che mi abbia vestito». L’uomo che ha rilasciato quest’ultima testimonianza stringeva in una mano un arnese recuperato in fretta e furia per proteggersi da un eventuale assalto di uno dei rapinatori. È questo, con ogni probabilità, l’immagine che meglio riassume i sentimenti dei residenti e di chiunque sia transitato nella zona artigianale di Vignola: la paura di imbattersi in uno dei malviventi lo ha portato ad armarsi prima di mettere piede fuori dalla propria abitazione, prima che il buio calasse sulla campagna.