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La svolta

Nonantola, l’incubo di 25enne: 3 mesi col braccialetto elettronico per maltrattamenti, ma era innocente

di Daniele Montanari

	La decisione del giudice
La decisione del giudice

Gli era stato applicato anche il braccialetto ma per insufficienza di prove è stato assolto

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NONANTOLA. Viene denunciato dalla convivente per maltrattamenti, scattano le procedure del Codice rosso, viene allontanato da casa e costretto a mettere anche il braccialetto elettronico, ritrovandosi con la vita stravolta. Ma cinque mesi dopo viene assolto.

I presunti maltrattamenti

È una vicenda che porta a Nonantola, dove il 25enne conviveva con la sua ragazza, pressoché coetanea e anche lei italiana. Un rapporto a volte conflittuale, con litigi anche piuttosto accesi, tanto che più volte sono intervenuti i carabinieri per riportare la calma. Nell’ottobre 2025, dopo l’ennesimo scontro, lei ha preso una decisione drastica: è andato dai carabinieri a denunciarlo per maltrattamenti.

Nessuna prova

I fatti da lei descritti apparivano veramente gravi: ha parlato di due anni di maltrattamenti continui, tra insulti, vessazioni, umiliazioni e botte. Che però non sono mai state refertate in Pronto soccorso. Alla luce di questo quadro, in via cautelativa la Procura ha attivato il Codice rosso disponendo per il giovane l’immediato allontanamento dall’abitazione e il divieto di avvicinamento alla sua ex, con tanto di applicazione del braccialetto elettronico per essere certi che rispettasse le disposizioni. Lui si è sempre difeso dicendo che lei aveva montato tutto. Si è quindi affidato all’avvocato Pier Francesco Rossi, presentando la sua ricostruzione dei fatti. Sulla scorta della quale il legale ha svolto indagini difensive per trovare elementi oggettivi di supporto. Come screenshot di messaggi sul cellulare, foto e testimonianze di parenti che conoscevano la coppia. Tutti elementi che, ha sostenuto, permettevano di ricostruire una dinamica dei fatti molto diversa. Fatta sì di litigi, ma nell’ambito di una conflittualità di coppia. A gennaio gli è stato quindi tolto il braccialetto elettronico.

La decisione del giudice

L’avvocato ha quindi chiesto il rito abbreviato, che è stato discusso ieri mattina, 19 marzo. A fronte degli elementi portati, lo stesso pm Monica Bombana ha chiesto l’assoluzione del ragazzo. Che è quanto ha sentenziato il giudice, per insufficienza di prove. «Lodo l’onestà intellettuale del pm nel prendere atto degli elementi portati – sottolinea l’avvocato Rossi – non è facile oggi venire assolti per questo tipo di reati: siamo molto soddisfatti».