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Il caso

Agnelli macellati abusivamente: Lav chiede giustizia in tribunale a Modena


	Il caso riguarda la macellazione abusiva di Agnelli
Il caso riguarda la macellazione abusiva di Agnelli

Iniziato il processo per maltrattamenti di animali per i fatti avvenuti nell’estate 2024 a Gaggio: il Gip aveva applicato all’imputato – un cacciatore della zona – un’ammenda di diecimila euro ma lui si è opposto

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MODENA. Si è aperto ieri mattina (20 marzo), davanti al Tribunale di Modena, il processo per maltrattamento, uccisione e macellazione clandestina di agnelli legato ai fatti avvenuti nell’estate 2024 a Gaggio in Piano, frazione di Castelfranco Emilia. Nel corso dell’udienza, Lav – Lega anti vivisezione – ha depositato, tramite il proprio legale Massimiliano Canè, l’atto di costituzione di parte civile. Il collegio ha rinviato al 17 aprile la decisione sull’ammissibilità, passaggio necessario per consentire all’associazione di partecipare al dibattimento con le prerogative riconosciute alla parte offesa e di chiedere il risarcimento dei danni.

La vicenda

La vicenda giudiziaria trae origine dalla denuncia presentata da Lav dopo l’allarme partito nell’agosto 2024, quando una persona, allarmata dai belati insistenti provenienti da una corte privata, segnalò il rischio di un’imminente macellazione di un agnello ad opera di due soggetti, entrambi cacciatori della zona. L’intervento sul posto della responsabile dell’Unità di Emergenza Lav, Beatrice Rezzaghi, insieme al videoreporter Andrea Morabito, consentì di attivare con tempestività i carabinieri forestali e i servizi veterinari e di documentare con immagini e filmati quanto stava accadendo. All’arrivo delle autorità, secondo la ricostruzione dell’associazione, la scena appariva inequivocabile: tra il cortile e le pertinenze erano visibili organi di animali macellati abbandonati a terra, sangue su un tavolo di fortuna e tracce ematiche persino in una fontana adiacente, in un contesto privo di attrezzature adeguate e nel completo disprezzo di elementari condizioni igieniche.

L’iter giudiziario

Una prima risposta della giustizia era arrivata con il decreto penale di condanna emesso dal Gip, che aveva applicato all’imputato un’ammenda di 10mila euro per il reato di macellazione clandestina. L’uomo si è però opposto al provvedimento, determinando l’apertura del processo penale nella sua forma ordinaria, con l’udienza di oggi dedicata alle questioni preliminari, tra cui la costituzione di parte civile della Lav e la calendarizzazione dei prossimi passaggi. Sul piano normativo, la cornice dei presunti illeciti è tracciata dal Regolamento (Ce) n. 1099/2009, che disciplina la protezione degli animali durante l’uccisione prescrivendo lo stordimento preventivo, il mantenimento della perdita di coscienza fino alla morte e l’esecuzione delle operazioni da parte di personale con adeguata competenza. Le stesse disposizioni si applicano anche alla macellazione domestica, per la quale è prevista la comunicazione preventiva del luogo e della data all’autorità sanitaria. È proprio in rapporto a questi requisiti che gli animalisti sottolineano la gravità dei fatti: i belati disperati uditi dai testimoni, spiegano, indicherebbero l’assenza di stordimento e dunque la sottoposizione degli animali a sofferenze evitabili, mentre il contesto accertato dalle autorità racconterebbe condizioni igienico-sanitarie del tutto inadeguate. Nel commentare l’udienza, Lav ha ribadito la propria linea. «La macellazione è sempre un atto violento, ma il mancato rispetto delle norme che riducono dolore e paura si traduce in vera e propria tortura», ha affermato Lorenza Bianchi, responsabile dell’Area animali negli allevamenti dell’associazione, rimarcando come la costituzione di parte civile miri ad assicurare che eventuali responsabilità vengano accertate e sanzionate nei termini di legge. Da parte della difesa, la scelta di impugnare il decreto penale suggerisce la volontà di contestare il quadro accusatorio, che sarà oggetto di prova nelle prossime fasi istruttorie. Il procedimento riprenderà dunque il 17 aprile, quando il Tribunale si pronuncerà sull’ammissione di Lav come parte civile e fisserà l’itinerario del dibattimento tra escussione dei testimoni, acquisizione degli atti e valutazione della documentazione raccolta il giorno dell’intervento a Gaggio in Piano.

Il caso, che tocca temi sensibili come il benessere animale, la liceità delle pratiche di macellazione e il rispetto delle regole sanitarie, continua a suscitare attenzione nell’opinione pubblica, con l’attesa rivolta ora alle determinazioni del collegio e all’analisi puntuale delle prove che emergeranno in aula.

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