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Il caso

Concordia, violenza sessuale su una 90enne: perizia psichiatrica sul nipote

di Daniele Montanari
Concordia, violenza sessuale su una 90enne: perizia psichiatrica sul nipote

Chiesta dalla difesa del 63enne: dubbi sulle sue facoltà mentali

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CONCORDIA. Verrà sottoposto a perizia psichiatrica il 63enne su cui pende un’accusa choc: violenza sessuale su una 90enne, a cui peraltro era legato da vincolo di parentela, essendo sua zia.

L’accusa

La vicenda era stata raccontata dalla Gazzetta nelle settimane scorse. È accaduta a gennaio 2024 nell’abitazione in cui la donna viveva sola. Pur avendo problemi di cognizione legati all’Alzheimer, era ancora autonoma. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, a casa sua si è presentato il nipote 63enne che, approfittando del rapporto di fiducia, avrebbe usato violenza sull’anziana. Gli episodi contestati sono diversi: prima alcuni baci, poi un giorno avrebbe avuto un rapporto orale con la donna. La figlia, sconvolta, si è resa conto di tutto dalle immagini di videosorveglianza, che avevano ripreso la scena. Le ha portate alle forze dell’ordine ed è scattata la denuncia d’ufficio per violenza sessuale. La Procura ha aperto un fascicolo, ed è scattato il Codice rosso.

Le condizioni psichiche

Da subito è nato il sospetto che l’uomo, per aver compiuto un atto del genere, non sia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. La stessa anziana probabilmente non poteva considerarsi capace di intendere al momento dell’atto, a causa della malattia che poi ha avuto una progressione tale da renderla oggi fortemente bisognosa di assistenza: si è trasferita e ha un curatore speciale, individuato nella figlia. Il nipote, da quanto emerso dalle testimonianze dei famigliari (dopo la morte dei genitori vive con il fratello), è affetto da problematiche mentali dalla nascita. Ma non erano mai state segnalate dai genitori, e quindi non c’è alcuna certificazione di questo.

Ieri mattina l’avvocato del 63enne, Ruggero Fregni, ha chiesto per lui il rito abbreviato, condizionato a una perizia psichiatrica che accerti la sua capacità d’intendere e volere al momento del fatto. La figlia dell’anziana, che si è costituita parte civile con l’avvocato Massimo Porta, si è opposta (il pm invece no), sostenendo che dalla nascita non c’è alcuna certificazione che attesti problematiche mentali sull’uomo. Il giudice però ha ammesso: la perizia psichiatrica verrà affidata l’8 aprile.