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I 25 anni del cinema di Pavullo: «Il Mac Mazzieri, un grande luogo di vita»

di Daniele Montanari

	Il cinema teatro Mac Mazzieri di Pavullo
Il cinema teatro Mac Mazzieri di Pavullo

Il 3 marzo 2001 la prima proiezione con Billy Elliot e 308 persone entusiaste in sala: oggi una media di 30mila spettatori. La responsabile Linda: «Qui si sogna e si cresce a ogni età». Luciano, proiezionista fin dall’esordio: «Che avventure con le vecchie pellicole»

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PAVULLO. Ha compiuto 25 anni il cinema teatro Walter Mac Mazzieri di Pavullo.

Gli inizi

L’inaugurazione ufficiale fu il 28 gennaio 2001, con il taglio del nastro fatto dal ministro Piero Fassino insieme al sindaco dell’epoca, Ivano Miglioli. Ma la prima proiezione fu il 3 marzo 2001, con Billy Elliot e 308 persone entusiaste della sala completamente nuova sorta sulle ceneri del vecchio cinema Giardini. Una struttura diventata comunale, con una gestione affidata inizialmente alla cordata formata da Arci (per la parte cinema) ed Ert (per il teatro). Al timone, Linda Serafini, come responsabile di sala e cassiera, e Luciano Cavazzuti come proiezionista e tecnico teatrale. Poi nel 2005 è arrivata anche Elisa Malverti, prima come maschera e poi come cassiera. Sono loro il gruppo storico di gestione, assieme a Valeria Salsi al bar (prima in gestione tramite il bar Speranza e poi in proprio). Poi nel tempo si sono avvicendate diverse maschere, fino ad arrivare ad oggi con Lucia Monticelli e Alessandro Degl’Antoni.

La crescita

Da subito il Mac è diventato il cuore culturale pulsante del Frignano, e il suo battito si è sempre fatto più forte nel tempo grazie anche percorso di ammodernamento tecnologico. Fondamentali i passaggi nel 2014 alla proiezione digitale, e nel 2023 a quella laser: hanno permesso di mantenere il circuito delle prime visioni secondo gli ultimi standard, unica sala a riuscirci in tutto l’Appennino modenese. Poi pochi giorni fa la conclusione della prima parte del restyling con il rinnovo di luci, palco e sipario, grazie al contributo della Fondazione di Modena. Questo percorso ha permesso al Mac di affermarsi sempre di più, arrivando oggi a una medie di 30mila spettatori l’anno, tra cinema e teatro. Questo grazie anche al percorso interno di crescita: con l’uscita di Arci nel 2013 si è assunta Linda la responsabilità di selezionare i film, in rapporto diretto con le case di distribuzione. La visione – premiata dal pubblico – è stata quella di assicurare comunque alla monosala tutto il circuito dei film più importanti, pensando sia a bambini e ragazzi che agli adulti, sia agli amanti dei grandi blockbuster che a quelli del cinema d’autore (vedi le ottime rassegne d’essai). In parallelo, anche Luciano è passato dalle vecchie pellicole a “pizza” alle attuali proiezioni digitali hi-tech, da hard disk (consegnati sempre dall’inossidabile corriere Lino Boschetti) o scaricamento. Ed Elisa ha sviluppato tutta la parte di comunicazione e social. Ciliegina sulla torta oggi il nuovo logo, realizzato da Francesco Accardo di Keep in Touch. Per il teatro, a Ert è subentrata Ater, permettendo di mantenere un circuito di spettacoli d’alto profilo, che lungo i mesi abbracciano un po’ tutti i gusti, con un occhio di riguardo anche per le scuole. Un teatro che è inclusivo, accessibile anche a non vedenti e non udenti. E che pensa anche alle famiglie in difficoltà col progetto “Sciroppo di teatro”. Nei prezzi, è sempre stato un cinema popolare: nel 2001 il biglietto costava 12.000 lire, adesso 7 euro. Praticamente invariato, nell’arco di 25 anni. Tanti piccoli ingredienti insomma, ma soprattutto le persone, dietro al successo di una struttura che è anche punto di riferimento per gli eventi delle associazioni (una trentina di serate all’anno). Ecco perché il suo 25° è un compleanno così speciale.

Linda, la storica responsabile

«Siamo partiti da zero diventando una squadra molto affiatata – sottolinea Linda Serafini – ed è fondamentale perché il lavoro è impegnativo. Abbiamo la fortuna di lavorare in un posto speciale, dove la gente viene per trascorrere momenti sereni ma anche per imparare, attraverso l’arte, ad avere uno sguardo più ampio sulla vita. E abbiamo tutti sempre cercato di dare il massimo perché venendo qui i pavullesi, e non, si sentano a casa. Perché questo cinema appartiene a loro, alla comunità, e vuole essere un luogo di svago, di sogni, ma anche di crescita. Abbiamo sempre avuto la fortuna anche di lavorare fin dall’inizio con persone splendide, e tuttora la collaborazione con il Comune è ottima, fatta di grande attenzione. Ci sarebbe da scrivere un libro sugli aneddoti che ci ha regalato il Mac in questi anni. E vogliamo che continui a farlo, perché è un grande luogo di vita».

Luciano, lo storico proiezionista

La tiene ancora gelosamente lì, nella stanza di proiezione, accanto alla macchina laser che l’ha sostituita, col passaggio dei tempi. Luciano Cavazzuti, il proiezionista del Mac, resta particolarmente affezionato alla vecchia macchina su cui caricava le pellicole di una volta.«Era un lavoro molto diverso che si faceva con questa - racconta - venivo su, mi chiudevo nella stanza e qui dovevo restare fino alla fine della proiezione per caricare le varie "pizze", in media ce ne volevano sei a film. Ho imparato il mestiere in un cinema di Modena, poi ho preso l’abilitazione dai vigili del fuoco (perché si usavano lampade allo xenon che sulla carta avevano un rischio incendio) e sono rimasto sempre a Pavullo. Mi ha sempre affascinato tanto questa macchina, anche se a volte mi ha dato da fare... Come quella volta che la pellicola saltò giù in sala - ride - e dopo abbiamo tribolato come dei matti per riavvolgerla senza danni. Per fortuna non c’era nessuno in platea, perché era la proiezione di prova... Era il primo Harry Potter, e il film era così lungo che la bobina era troppo grossa, e vibrava. Vibrava tanto che quella volta si staccò, ma dopo per le altre proiezioni l’ho sorvegliata per bene... Ho però avuto anche le mie soddisfazioni, come quando nel 2002 venne qui Vittorio Storaro per la presentazione del documentario su Gino Covili, e mi fece i complimenti per la proiezione».Adesso niente più pellicole: «Si fa tutto in digitale con gli hard disk, grazie al nuovo proiettore laser che abbiamo dal 2023. Non c’è paragone sulla qualità di visione, e adesso non devo più sorvegliare la proiezione: do il via e poi fa tutto il pc. Così esco dalla mia stanza della solitudine e vengo giù in sala a dare una mano, e ad occuparmi della altre questioni tecniche, anche in vista degli spettacoli. È meno complicato, però... Il primo amore, la vecchia cara pellicola, non si scorda mai».

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