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Invecchiare bene, scelta quotidiana: la longevità si coltiva da giovani


	L'incontro alla Florim Gallery
L'incontro alla Florim Gallery

Alla Florim Gallery confronto tra esperti nell’ambito degli incontri della Salute

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FIORANO. Cinquantunesimo appuntamento – e primo del 2026 – della rassegna “Incontri della salute”, gli eventi gratuiti promossi da Florim con l’obiettivo di accrescere nel territorio la cultura della prevenzione e dei sani stili di vita. Al centro della serata un tema di grande attualità: la longevità, oggi una delle principali sfide medico-scientifiche e sociali. Un concetto che non riguarda solo il desiderio di vivere più a lungo, ma pone l’attenzione sul mantenimento dell’autonomia e della qualità della vita nel tempo.

Invecchiare in modo sano

Invecchiare in modo sano significa infatti preservare l’equilibrio fisico, cognitivo e relazionale, frutto dell’interazione fra fattori biologici, comportamentali e ambientali. «L’Italia – ha ricordato la dottoressa Marcella Camellini, cardiologa dell’Ospedale di Sassuolo e coordinatrice scientifica delle attività formative del Centro Salute e Formazione di Florim, nonché moderatrice dell’incontro – vanta un’aspettativa di vita tra le più alte dell’Unione Europea (circa 84, 1 anni) . Tuttavia, le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte, rappresentando il 43% dei decessi totali. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, fino all’80% delle morti premature per cardiopatie e ictus potrebbe essere evitato attraverso stili di vita corretti e controlli regolari. La scienza non considera più il declino cardiovascolare un destino inevitabile dell’invecchiamento, ma un processo modulabile».

L’intervento degli esperti

Sul tema è intervenuto anche il dottor Tommaso Trenti, già direttore del Dipartimento Integrato Interaziendale di Medicina di Laboratorio e Anatomia Patologica dell’Ausl-Aou di Modena e oggi Chief Scientific Officer del Gruppo Bianalisi Monza Brianza. «L’invecchiamento – ha osservato – non deve essere letto solo come una fase di fragilità, ma come un momento della vita modulabile, nel quale prevenzione e cura assumono un ruolo fondamentale». Trenti ha inoltre sottolineato come interventi preventivi efficaci siano determinanti per aumentare non soltanto la durata, ma soprattutto la qualità della vita: «Longevità non significa solo vivere più a lungo, ma vivere più anni in buona salute, mantenendo autonomia e capacità funzionale. È una costruzione che si basa su una prevenzione attiva, il mezzo più efficace per ridurre le malattie future». Ultimo contributo quello della dottoressa Tiziana Scacchetti, biologa e responsabile della struttura di Immunopatologia e Allergologia Diagnostica dell’Ausl-Aou di Modena. «I fattori nutrizionali, comportamentali, cardiovascolari e neurologici sono presupposti decisivi per un invecchiamento sano e duraturo – ha spiegato – . La longevità non è una promessa genetica, ma una costruzione biologica. Attraverso la nutrizione clinica possiamo intervenire sui meccanismi che regolano infiammazione, metabolismo ed energia cellulare, trasformando la prevenzione in una strategia concreta».

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