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A Monza il primo caso umano di influenza aviaria in Europa: dal cibo ai gatti, 5 domande chiarite dagli esperti


	A Monza il primo caso di influenza aviaria umana
A Monza il primo caso di influenza aviaria umana

La Rete One Health per il monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità rispondono ai dubbi sul virus

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MONZA. La notizia del primo caso umano in Europa di influenza aviaria identificato in Lombardia (a Monza) sta facendo il giro del web. Ma che cos’è questa malattia, quali animali contagia e si trasmette da uomo a uomo? A fare chiarezza sono gli esperti della Rete One Health per il monitoraggio dell’Influenza aviaria dell’Istituto superiore di sanità, che rispondono a cinque domande chiave sul virus.

  1. Che cos’è l’influenza aviaria? Si tratta di una infezione virale che si verifica principalmente negli uccelli. «Gli uccelli selvatici, soprattutto acquatici, sono il veicolo principale di diffusione di questi virus, che poi possono essere trasmessi agli animali da allevamento, provocando danni economici ingenti, e sporadicamente all’uomo. I virus aviari hanno una grande capacità di mutare e, recentemente, alcuni di questi ceppi virali sono stati trasmessi anche ai mammiferi, tra cui bovini, e animali da compagnia, in particolare gatti».
  2. L’aviaria è un rischio anche per l’uomo? Come ha ricordato anche il virologo Fabrizio Pregliasco, la maggior parte dei virus aviari è relativamente innocua per l’uomo. «Tuttavia qualche ceppo virale può presentare mutazioni che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l’uomo. I casi umani possono essere asintomatici o con sintomi lievi. Al momento non c’è nessuna conferma della possibilità di una trasmissione da uomo a uomo dei virus aviari». Secondo l’Ecdc (il Centro europeo per il controllo delle malattie) «il rischio infezione per la popolazione generale è basso e può diventare moderato solo per i lavoratori o altro personale esposto in un allevamento in cui siano presenti casi confermati».
  3. Ma è sicuro mangiare carne o prodotti derivati da animali infetti? L’infezione da virus aviari dagli animali si contrare attraverso l’inalazione di particelle solide o liquide contaminate dal virus dovuta, ad esempio, all’esposizione ad animali o a prodotti infetti. Secondo l’Efsa non c’è nessuna evidenza che l’influenza aviaria possa essere trasmessa all’uomo mediante consumo di carne contaminata. Inoltre il rischio di entrare in contatto con prodotti contenenti il virus è ridotto al minimo dalle misure di sicurezza che, ad esempio, impongono l’abbattimento e lo smaltimento sicuro dei capi degli allevamenti in cui vengono trovati animali positivi. «Maneggiando in maniera sicura il cibo, cucinandolo e mantenendo una buona igiene durante la preparazione si possono prevenire eventuali rischi di infezione dovuti alla manipolazione di cibo eventualmente contaminato», si legge sul sito Iss. Negli Usa sono stati ritirati dei lotti di latte crudo risultato contaminato da virus aviario H5N1. In Italia, al momento, non sono stati trovati bovini infetti da virus aviari. In ogni caso, sono stati già effettuati dei test da parte del Centro di Referenza Nazionale su oltre 3000 capi bovini in aree in cui erano stati identificati casi nel pollame e negli uccelli selvatici, che hanno dato esito negativo.
  4. Ci sono pericoli per gatti e cani? Non si può escludere un rischio di infezione, se pur considerato basso, per gatti o cani, se, per esempio, vivono a contatto con uccelli infetti. «È importante evitare, per quanto possibile, il contatto con uccelli selvatici, in vita o deceduti, soprattutto in aree in cui è stata riscontrata la presenza di virus aviari ed evitare di alimentarli con carne cruda o altri prodotti provenienti da allevamenti non controllati durante i periodi di circolazione virale», raccomandano gli esperti.
  5. In Italia esiste una sorveglianza per i virus dell’influenza aviaria? La sorveglianza dei virus dell’influenza aviaria negli animali è affidata ai servizi veterinari. Il ministero della Salute progetta, coordina e monitora le attività previste dal Piano nazionale di sorveglianza per l'influenza aviaria, con il supporto scientifico e tecnico del Centro di Referenza Nazionale per l'Influenza Aviaria ospitato presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe). I Servizi Veterinari delle Regioni svolgono le attività del Piano attraverso le aziende sanitarie locali, responsabili dell'attuazione dei protocolli di campionamento nei volatili domestici e selvatici, e gli Istituti Zooprofilattici responsabili dell’esecuzione dei test diagnostici.La sorveglianza nel pollame si basa su un sistema di sorveglianza attivo, con controlli sugli animali in vita, abbinato ad un sistema di individuazione precoce della malattia tramite sorveglianza passiva su animali con sintomi sospetti o morti. Non solo: la rete RespiVirNet che si basa su medici e pediatri sentinella e che monitora l’andamento delle sindromi simil influenzali causate da influenza e da altri virus respiratori sul territorio italiano, è in grado ora di monitorare gran parte dei virus respiratori. «Oggi questa rete è in grado di rilevare anche eventuali possibili casi di infezione da virus aviari nella comunità», dicono dall’Iss.