Assolto dopo 5 mesi tra carcere e domiciliari: la rivincita di un papà contro i calunniatori
Un 58enne di Soliera con un figlio disabile aveva rimproverato un 32enne per aver parcheggiato in un posto riservato: nei suoi confronti acccuse gravissime, ma ora ottiene giustizia e 10.000 euro di risarcimento immediato
SOLIERA. Si è fatto 5 mesi di custodia cautelare, tra carcere e arresti domiciliari, per un’accusa ingiusta da cui è stato poi assolto. Ma adesso si è preso la sua rivincita, perché i due denuncianti hanno riportato pene significative per il reato di calunnia. E in più dovranno dargli 10mila euro subito quale anticipo dei danni da liquidare poi in separata sede.
L’accusa ingiusta
Protagonista della storia, un 58enne di Soliera, con moglie e figli. La vicenda porta a quanto accaduto il 27 settembre 2024 a Soliera, nel parcheggio del Poldocafè, presso il Famila. Qui è scoppiata una lite tra il 58enne e un 32enne di Correggio, anche lui italiano. Pare che il 58enne, che ha un figlio disabile, abbia rimproverato l’altro di aver parcheggiato in un posteggio riservato ai disabili, e che l’altro se la sia presa. La certezza è che poi l’ha denunciato con un’accusa gravissima: ha detto che gli aveva puntato un coltello alla gola per tentare di rapinarlo. Di più. Secondo la sua ricostruzione, in quel momento sarebbe sopraggiunto un 51enne anche lui solierese per soccorrerlo, e il 58enne lo avrebbe picchiato e ferito con una coltellata alla pancia. Da qui l’accusa di tentata rapina nei confronti dell’uno e di lesioni verso l’altro.
L’assoluzione
Il 58enne per questo è finito in carcere, poi agli arresti domiciliari. Ma il suo avvocato, Marco Malavolta, tramite le immagini di sorveglianza ha sostenuto l’insussistenza delle accuse, e nell’aprile 2025 è arrivata per lui l’assoluzione con formula piena, “perché il fatto non sussiste”.
La calunnia e la rivincita
A questo punto di sua iniziativa la Procura - senza denuncia da parte dell’avvocato difensore - ha iscritto nel registro degli indagati il 32enne e il 51enne, con l’accusa di calunnia. Il caso (pm Monica Bombana) è stato discusso martedì 24 marzo. I due imputati hanno fatto scelte diverse davanti al giudice. Il 32enne di Correggio, assistito dall’avvocato Federico Brausi, ha patteggiato una pena di due anni. Il 51enne, assistito dall’avvocato Pier Francesco Rossi, ha optato per il rito abbreviato, che in caso di condanna consente di avere lo sconto di un terzo della pena. Il giudice Alessandra Sermarini ha disposto per lui la condanna a un anno di carcere e il pagamento di 10mila euro a titolo di provvisionale, quale anticipo del risarcimento dei danni morali subiti dal 58enne, da quantificare poi in separata sede civile. Più ovviamente il pagamento delle spese legali.
Molto soddisfatto dell’esito l’avvocato Marco Malavolta, che ha visto il suo assistito prendersi una rivincita dopo 5 mesi trascorsi ingiustamente in carcere.
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