Assegno da 51 dollari dall’Ohio a Formigine: la truffa dietro il rimborso Amazon Prime
«L’assegno è il risultato di un accordo raggiunto dalla Ftc del presidente Donald Trump con Amazon.com Inc riguardante la violazione del Restore Online Shopper's Confidence Act». Tutto vero, ma solo negli Stati Uniti: ecco cosa non dovete assolutamente fare se lo ricevete
FORMIGINE. Un assegno dall’Ohio di 51 dollari è arrivato a una donna di Formigine come rimborso per Amazon Prime. Ma dietro a questo piccolo rimborso si nasconde una truffa internazionale, tra overpayment scam e phishing. Ecco cosa è successo e come difendersi subito.
Cos’è successo
Mercoledì 25 marzo la donna era nel cortile di casa, al telefono. Su una Mini nera è arrivato un ragazzo italiano, ben vestito, che conosceva il suo nome, ne ha chiesto conferma verbale e le ha allungato una busta commerciale, andando via subito. All’interno, un assegno impeccabile della Huntington National Bank di Columbus, Ohio, e una lettera in lingua inglese con codici, sigle e sito web dell’agenzia americana: “L’assegno è il risultato di un accordo raggiunto dalla Ftc del presidente Donald Trump con Amazon.com Inc riguardante la violazione del Restore Online Shopper's Confidence Act – recita il documento –. La preghiamo di depositarlo entro il 28 aprile 2026. Se fosse in difficoltà, visiti il sito indicato per ricevere il pagamento tramite PayPal”. Un documento americano, spedito dalla Repubblica Ceca, transitato per le poste olandesi, consegnato in auto. La class action statunitense esiste, la banca dell'Ohio pure, e 51 dollari è davvero l'importo risarcito. Ed è qui il raggiro: quel rimborso spetta solo agli abbonati al servizio Amazon Prime americano. «La lettera di Formigine è un capolavoro falsario, la prova che il catalogo delle truffe continua ad arricchirsi. Ecco: non depositate l'assegno, denunciate subito. State attenti ai messaggi successivi con link che mettono a rischio i dati, pure quelli bancari», avverte Adele Chiara Cangini, coordinatrice Adiconsum Emilia-Romagna per Modena e Reggio Emilia. Quello che ha fatto la donna di Formigine, presentando subito denuncia ai carabinieri.
Due truffe in una
«Questa vicenda nasconde due truffe distinte», spiega Cangini.
- La prima «è l’overpayment scam: la vittima deposita l’assegno, la banca accredita i fondi mentre completa le verifiche internazionali, e i truffatori richiamano chiedendo di restituire la cifra via bonifico per un presunto errore. Quando l’assegno viene respinto, i soldi sono già persi, con la beffa ulteriore: la banca che può chiedere alla vittima la restituzione dei fondi a suo tempo accreditati».
- La seconda truffa è il phishing: anche senza depositare nulla, la vittima può essere contattata e spinta a visitare un sito che ruba dati sensibili: password, coordinate bancarie, informazioni personali.
Violazione dei dati personali
«I truffatori sapevano che questa donna era abbonata ad Amazon Prime, ne conoscevano nome e indirizzo, e un uomo si è presentato fisicamente davanti alla sua proprietà. Ciò presuppone una violazione dei dati personali che non possiamo ignorare, non ultimo il sospetto di una intromissione informatica». Adiconsum ha inviato, intanto, una comunicazione formale ad Amazon Prime Italia per informare il gigante dell’e-commerce e sottoporgli l’opportunità di «adottare le opportune precauzioni al fine di tutelare i consumatori residenti in Italia titolari di un abbonamento».
Come difendersi
- La prima regola «è la diffidenza: di fronte a rimborsi inattesi o miracolosi, segnalate subito il fatto alla polizia postale o ai carabinieri, come ha fatto la signora di Formigine», dice Cangini.
- Non cliccate mai su link ricevuti via WhatsApp, email o lettera cartacea.
- Diffidate di comunicazioni ufficiali che non arrivano tramite pec o raccomandata con ricevuta.
Per Modena e provincia, Adiconsum è a disposizione: 059 890897, modena@adiconsum.it o WhatsApp al 333 204 6728.
