Gazzetta di Modena

Modena

L’intervento

ModenaperModena: «E-bike “fuorilegge”, allarme sicurezza per i pedoni»

ModenaperModena: «E-bike “fuorilegge”, allarme sicurezza per i pedoni»

Il gruppo consiliare sollecita il Comune: «È necessario intervenire»

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Con l’arrivo della bella stagione torna in primo piano il tema delle e-bike modificate che sfrecciano sulle piste ciclabili e nelle vie del centro come veri e propri motorini, ma senza alcuna delle dotazioni obbligatorie previste dalla legge per i ciclomotori. La denuncia arriva dal gruppo consiliare ModenaPerModena, che già lo scorso ottobre aveva presentato un’interrogazione in Consiglio comunale contenente dati, riferimenti normativi e richieste puntuali.

«I veicoli vanno oltre i limiti»

Da allora, però, non sarebbe giunta nessuna risposta sostanziale dall’assessorato competente. Lo spunto per questo appello nasce dal servizio pubblicato l’altro giorno dalla Gazzetta in collaborzione con il sindacato Sulpl della Polizia Locale, in cui si fornivano tutte le indicazioni sull’utilizzo delel biciclette in città. Da qualche tempo sulle strade oltre alle classiche bici hanno fatto la comparsa le e-bike, che possono correre ad alta velocità. e il problema è proprio in questo. Secondo quanto segnalato dal gruppo, in molte zone della città circolano mezzi elettrici che non rispettano le caratteristiche tecniche che il Codice della Strada impone per le biciclette a pedalata assistita: potenza massima del motore pari a 0,25 kW, cessazione dell’assistenza oltre i 25 km/h e spegnimento immediato quando il ciclista smette di pedalare. «Basta osservare per pochi minuti il traffico sulle ciclabili», spiegano, «per vedere pedali che girano a vuoto, motori che non si interrompono e velocità ben oltre i limiti consentiti». Veicoli che, pur sembrando biciclette, diventerebbero quindi a tutti gli effetti dei ciclomotori, con la conseguente necessità di targa, casco e assicurazione RC.

Il fenomeno sarebbe particolarmente diffuso tra i riders delle consegne a domicilio. Alcuni di loro utilizzerebbero mezzi potenziati o non omologati, capaci di raggiungere velocità elevate e di permettere un numero di consegne molto maggiore rispetto ai colleghi che utilizzano e‑bike regolari. Una differenza che ModenaPerModena definisce “concorrenza sleale basata sull’illegalità” e che si inserisce in un contesto lavorativo già fragile, aggravando rischi e pressioni.

Tra mobilità e sicurezza

La questione, tuttavia, non riguarda solo le regole del mercato, ma soprattutto la sicurezza degli utenti della strada. Mezzi che procedono a velocità da scooter lungo marciapiedi e ciclabili aumentano il rischio di incidenti, in particolare per i pedoni più vulnerabili: bambini, anziani, ciclisti inesperti. E il problema più serio si manifesterebbe dopo un eventuale sinistro: se un veicolo classificabile come ciclomotore circola senza assicurazione, il danneggiato potrebbe non ricevere alcun risarcimento. Nel 2025 la Polizia Locale ha lanciato una campagna di comunicazione dedicata all’uso corretto delle e-bike, iniziativa accolta con favore da ModenaPerModena. Tuttavia, i controlli effettuati a giugno dello stesso anno avrebbero portato a 17 sanzioni riguardanti casco, passeggeri e dotazioni, senza alcun rilievo legato alla potenza dei motori o alla mancanza di conformità all’articolo 50 del Codice della Strada.

«Possibile che tutti i mezzi fossero in regola?», chiede il gruppo consiliare, invitando a verifiche più mirate e costanti. L’interrogazione presentata in ottobre chiedeva numeri precisi sulle violazioni all’articolo 50 e all’articolo 97 del Codice della Strada registrate nel 2023, 2024 e 2025 da tutte le forze dell’ordine operanti sul territorio, nonché una valutazione formale della gravità del fenomeno in termini di sicurezza pubblica, rispetto delle regole e impatto sul lavoro dei riders. Infine, il gruppo sollecitava l’avvio di una campagna di comunicazione annuale affiancata da controlli sistematici, sostenendo che iniziative informative isolate rischiano di essere inefficaci. A oggi, ModenaPerModena afferma di non avere ancora ricevuto una risposta dall’amministrazione. Nel frattempo, con il progressivo aumento del traffico su piste ciclabili e aree pedonali, la questione resta aperta: come garantire una mobilità elettrica efficiente senza comprometterne la sicurezza?