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Seminterrati e stanze da “Barbie” Ecco gli annunci folli sul mercato

di Manuel Marinelli
Seminterrati e stanze da “Barbie” Ecco gli annunci folli sul mercato

Govoni (Sunia): «Due terzi delle inserzioni sono fuori legge»

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MODENA Una sorta di monolocale seminterrato, senza finestre – se non per due piccoli oblò – in affitto a 400 euro al mese. Lo si legge su Facebook, ma il bello viene fuori nei commenti: c’è la gara per accaparrarselo, perché a Modena con quel prezzo al massimo si trova una stanza singola.

A proposito: su Immobiliare.it ecco che ne spunta una di otto metri quadrati (per legge il minimo è fissato a nove) a 400 euro al mese. Sono gli estremi del mercato degli affitti a Modena, dove «due terzi degli annunci sono illegali: propongono contratti transitori – massimo 18 mesi – a prezzi spropositati fregandosene del canone concordato, che prevede prezzi massimi fissati per legge. Se ne fregano, ma è un obbligo, mica un optional», attacca Marzio Govoni di Sunia-Cgil.

Un monolocale – dicevamo – situato in zona Madonnina che ha come camera da letto una sorta di intercapedine tra due muri, non ha le finestre, tranne la porta a vetri all’ingresso e che però è stato preso d’assalto da chi, a quel prezzo, non ha trovato di meglio.

Immobili non idonei all’affitto

«Già a dicembre avevamo evidenziato un dato allarmante: il 60-70% del campione analizzato, composto da oltre 500 immobili, presenta gravi difformità rispetto alla normativa vigente – continua Govoni – In particolare, vengono spesso applicati costi superiori ai canoni concordati, che invece sono obbligatori per i contratti transitori. Lo stratagemma è semplice: da un bilocale o trilocale si ricavano tre o quattro stanze a cui si applica per ognuna un rimborso spese a volte anche di 100 euro, oltre al canone d’affitto che mediamente si aggira sui 500 euro. Morale: si quadruplicano le rendite». Sulla situazione del mercato, Govoni nota un’attenuazione della crisi abitativa rispetto al 2022/2023.

«Questo è dovuto a due fattori principali. Da un lato, i forti aumenti dei costi energetici avevano modificato profondamente le scelte abitative: molte persone hanno cercato soluzioni alternative, trasferendosi altrove o optando per il pendolarismo. Dall’altro Unimore sta investendo sempre più nella didattica a distanza, riducendo così la pressione sul mercato degli affitti». Non ha sortito gli effetti desiderati l’iniziativa del Comune di incentivare l’affitto degli uffici sfitti: «È vero che in città esiste un ampio patrimonio di spazi direzionali vuoti, ma una parte significativa di questi immobili non è concretamente riconvertibile a uso residenziale. Per questo chiediamo un’analisi scientifica, uniforme e approfondita delle unità immobiliari sfitte, così da valutare strategie efficaci per ridurne il numero. Gli appartamenti vuoti, infatti, sono ancora migliaia. Abbiamo poi chiesto alla Provincia di istituire un osservatorio che elabori dati certi, condivisi e indipendenti. È assurdo che l’analisi del mercato immobiliare venga affidata a soggetti privati che, inevitabilmente, possono avere interessi propri» aggiunge Govoni, che poi accenna anche al mercato degli affitti turistici: «Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il mercato degli affitti turistici non rappresenta oggi il problema principale. Anzi, molti proprietari stanno riconvertendo gli immobili dal turismo all’affitto residenziale. Il problema è che oggi la stanza in affitto, il coabitare, è diventato una scelta obbligata. E la politica su questo cosa sta facendo?» conclude Govonil