Il Trebbiano di Spagna vola su Rai 1: «Castelvetro non è solo Lambrusco Grasparossa»
La varietà di vino storica di Levizzano è stata protagonista nella trasmissione “È sempre mezzogiorno!” condotta da Antonella Clerici: a produrla sono Stefano Genovesi e Silvia Pelatti nella loro Cantina Buonariva
CASTELVETRO. Trebbiano di Spagna protagonista nel programma culinario “È sempre mezzogiorno!”, condotto da Antonella Clerici e in onda su Rai 1.
Questa particolare varietà di vino è stata sorseggiata e valorizzata, e ne è stato raccontato brevemente il processo di recupero che sta avvenendo negli ultimi anni, testimoniando la ricchezza agricola e vinicola del territorio di Castelvetro. Oltre al Grasparossa, varietà di Lambrusco che ha reso celebre il paese in tutt’Italia, Castelvetro si conferma terra anche di altre specie vitivinicole peculiari. Da qui nasce la passione di Stefano Genovesi, proprietario insieme alla moglie Silvia Pelatti della Cantina Buonariva di Castelvetro.
Genovesi, ci racconti la storia della vostra “giovane” cantina.
«La nostra cantina è attiva da qualche anno. Abbiamo deciso di intraprendere questa avventura e deciso di improntare l’azienda su vitigni autoctoni, cercando di puntare su qualità ed originalità dei vini. Abbiamo visto nei libri storici come il Trebbiano di spagna fosse esaltato dalla capacità di produrre grandi vini, collaborando con il “prof” Vincenzo Venturelli di Modena, molto conosciuto nell’ambiente enologico, e dopo aver contattato Marisa Fontana, enologa, esperta in biodiversità ed in vitigni antichi. Dal poi 2018 abbiamo fatto diversi filari di Trebbiano di Spagna e da lì iniziato a vinificare con risultati eccezionali. Crediamo nel vitigno dal primo giorno: noi siamo quasi a Levizzano, dove si pensa possa essere nata la vite di Trebbiano di Spagna, il cui nome potrebbe (ma non è certo) essere legato a via Spagna di Levizzano, dove infatti a fine '800 c'era molto trebbiano. La nostra filosofia aziendale è quella di preservare e portare avanti i vitigni antichi del nostro territorio».
Che caratteristiche ha questo particolare vino e come viene prodotto?
«Ha buone acidità, longevità e complessità: all'olfatto abbiamo note floreali dolci, fruttate fresche (agrumi) e dolci (frutta esotica) ed una nota aromatica, sempre sottolineata anche dagli studi antichi che abbiamo condotto. Era stato abbandonato perché come pianta non si presta tanto ad essere lavorata in modo veloce e facile, produce grappoli con molti acini che non maturano, perciò solitamente per questioni produttive è stato trascurato a favore del trebbiano modenese. In questo momento ci sono altri produttori che hanno iniziato a produrre lo “Spagna”, ma siamo ancora pochi a possedere questi vitigni, circa 6-7. Noi lo produciamo come vino spumante, con il metodo classico, non una cosa che si trova spesso nella nostra zona, che è tipicamente caratterizzata da produzioni di vini bianchi e rossi frizzanti».
Che sensazioni vi ha suscitato vedere uno dei vostri prodotti in un programma tv così famoso?
«Per noi è stato motivo di orgoglio vedere le nostre scelte ed i nostri sacrifici riconosciuti attraverso la pubblicazione in questo programma. Vedere valorizzato il nostro percorso ci dà sempre più forza ad andare avanti per la nostra strada».
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