Smart working contro il caro-carburanti: fino a 100mila modenesi potrebbero lavorare da casa
Rosamaria Papaleo (Cisl Emilia-Centrale): «In provincia 70-100 mila modenesi potrebbero lavorare da casa le aziende utilizzino questo strumento per ridurre i costi per famiglie e imprese»
MODENA. La nuova ondata di instabilità in Medio Oriente continua a ripercuotersi anche sulle economie locali, e Modena non fa eccezione.
La guerra e il caro-carburanti
Con il conflitto in Iran che ha fatto impennare il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari al barile – complice la tensione nello Stretto di Hormuz, da cui transita circa un quinto del greggio mondiale – i carburanti hanno ripreso a correre. In Europa il gasolio ha superato in molti Paesi la soglia dei 2 euro al litro, con aumenti fino al 34%. A Modena, il lavoratore che fa rifornimento si trova davanti cifre ormai familiari ma sempre più pesanti: 2,10 euro al litro di diesel (o anche di più, vedi sotto), un prezzo che erode stipendi già indeboliti da un’inflazione tornata a salire.
Lo smart working torna in auge
In questo scenario si inserisce la richiesta della Commissione europea ai Paesi membri di ridurre l’utilizzo di idrocarburi e prepararsi persino all’ipotesi di razionamento. Un segnale politico forte che riaccende il dibattito locale su come affrontare una crisi energetica che non è più solo globale, ma arriva direttamente alle tasche dei modenesi. E mentre l’Europa si muove tra misure d’emergenza e strategie differenziate per contenere i rincari, la Cisl Emilia Centrale sceglie una strada concreta: rimettere sul tavolo il lavoro da remoto, lo smart working. Rosamaria Papaleo, segretaria della Cisl Emilia Centrale, lancia un appello chiaro: «Non aspettiamo che la crisi diventi emergenza. Serve una mappatura immediata dei lavoratori che possono operare da remoto».
Fino a 100mila lavoratori modenesi coinvolti
Secondo il sindacato, tra 70 e 100 mila modenesi potrebbero alternare casa e ufficio, senza ricadere nelle rigidità dello smart working pandemico. L’obiettivo non è svuotare i luoghi di lavoro, ma ridurre gli spostamenti settimanali, alleggerendo una spesa carburante che per un dipendente tipo vale oggi oltre 107 euro al mese, contro gli 88 di pochi mesi fa: circa 230 euro in più all’anno. In un territorio fortemente industriale come Modena, dove la logistica è parte essenziale della filiera produttiva, Papaleo richiama anche un tema di equità sociale: «Ridurre i consumi privati significa lasciare carburante alle filiere che ne hanno realmente bisogno: autotrasporto, logistica, rifornimento dei supermercati». Una forma di “austerity intelligente”, ben diversa dalle misure drastiche adottate in altri Paesi, che stanno limitando orari o addirittura la circolazione dei dipendenti pubblici.
Affitti e trasporto pubblico tra gli altri temi
La Cisl indica anche la sede del confronto: il tavolo sull’economia territoriale, nato dal patto tra l’Amministrazione Mezzetti e le organizzazioni sindacali. Lì, sostiene Papaleo, possono sedersi insieme Provincia, Camera di Commercio, parti datoriali e amministrazioni per costruire un modello sartoriale, calibrato sul sistema produttivo locale. Il tema non riguarda solo i prezzi alla pompa. La crisi energetica riaccende due fragilità storiche del territorio: il costo degli affitti, che spinge molte persone a vivere lontano dal lavoro, e un trasporto pubblico costruito quasi esclusivamente sulle esigenze scolastiche. Due fattori che amplificano la dipendenza dall’auto privata proprio mentre i carburanti raggiungono nuovi picchi.
La richiesta di una risposta locale
Conflitti internazionali più lunghi del previsto, come quello in Iran, hanno già prodotto rincari tra il 15% e il 26% sui carburanti nell’Ue, e gli analisti temono che la pressione possa continuare. Per Papaleo, la via d’uscita immediata è una sola: «Una mappatura intelligente del lavoro da remoto può alleggerire la situazione già oggi, senza aspettare nuove infrastrutture o incentivi statali». Una risposta locale a una crisi globale che, nel giro di poche settimane, ha reso il pieno di carburante uno dei problemi più urgenti per migliaia di famiglie modenesi.
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