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Nell’uovo di Pasqua aumento di stipendio per 13mila modenesi tra docenti e personale Ata


	Scuola, aumento di stipendio per 13mila modenesi tra docenti e personale Ata
Scuola, aumento di stipendio per 13mila modenesi tra docenti e personale Ata

Soddisfazione dei sindacati per la firma del contratto scuola con tanto di arretrati: «Finalmente si sta iniziando a pagare correttamente il lavoro degli operatori della scuola»

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MODENA. A Modena la scuola festeggia un risultato definito “storico” dai sindacati: con la firma dell’intesa economica per il rinnovo del contratto 2025-2027, 13.000 tra docenti e personale Ata in servizio nelle scuole della provincia riceveranno 130 euro lordi di aumento medio mensile, che si sommano ai 130 già ottenuti a dicembre. In totale, 260 euro lordi medi in quattro mesi, più una quota significativa di arretrati.

I sindacati esultano

«Cisl Scuola non lascia, anzi raddoppia», commenta Carmelo Randazzo, segretario generale Cisl Scuola Emilia Centrale, che sottolinea l’impatto concreto per chi lavora ogni giorno nelle classi modenesi: «È una vittoria che dedichiamo ai professionisti della scuola, custodi del diritto all’istruzione pubblica». In provincia, dove oltre 4.000 lavoratori sono precari – pari al 34% del personale – gli incrementi toccano in modo particolare assistenti amministrativi, tecnici, collaboratori scolastici e supplenti che garantiscono la continuità delle attività didattiche. Gli aumenti, sommati alla tranche di dicembre, segnano secondo il sindacato una svolta attesa da anni. «Finalmente si sta iniziando a pagare correttamente il lavoro degli operatori della scuola: complessivamente si tratta di un +11% sulle retribuzioni», afferma Randazzo. A questi importi vanno aggiunti gli arretrati: 1.663 euro già versati in febbraio, più 800 euro in arrivo entro giugno, per un totale di 2.463 euro in 120 giorni. L’altra novità considerata “storica” è la tempistica del rinnovo: niente più contratti firmati a distanza di anni dalla scadenza. «Il sindacato ha lottato, lo Stato ha investito per tempo. La miscela ha funzionato», osserva Randazzo, rispondendo a chi aveva bollato i primi aumenti come “un piatto di lenticchie”.

Il ministro Valditara

Sul fronte governativo, il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara rivendica il risultato: «Arrivano ulteriori incrementi mensili di 143 euro per i docenti e di 107 per gli Ata, oltre agli arretrati. Questo è stato possibile grazie alla nostra richiesta di anticipare la parte economica del contratto e destinare quasi tutte le risorse allo stipendio tabellare». Secondo il ministro, i tre contratti firmati dal 2022 a oggi porterebbero gli aumenti complessivi a 412 euro per i docenti e 304 per gli Ata.

Gli altri nodi da sciogliere

Ma non tutti i nodi sembrano sciolti. Nel modenese preoccupano le ricadute della riforma degli istituti tecnici, su cui Flc Cgil Modena esprime una critica severa: «È una revisione frettolosa e dannosa, che non risolve le criticità ma le aggrava», afferma il sindacato. In particolare, si teme un impatto sul reclutamento e sulla titolarità dei docenti, con possibili esuberi nelle materie scientifiche: fisica, chimica, biologia e scienze della terra. A creare incertezza è la scarsa chiarezza sulle future classi di concorso e sull’organizzazione dei quadri orari, proprio mentre nel territorio modenese cresce il numero degli iscritti agli istituti tecnici. «Ancora una volta una riforma fatta sulla pelle dei docenti. Le famiglie non sanno quali materie troveranno nel percorso scelto e le scuole non riescono a programmare», denuncia Flc Cgil, chiedendo un confronto urgente con l’Ufficio scolastico territoriale per evitare caos nella definizione degli organici 2026/27. Il mondo della scuola modenese, dunque, si muove tra una buona notizia – l’aumento reale degli stipendi per oltre 13mila lavoratori – e un clima di forte incertezza legato alla riforma degli istituti tecnici.