Arriva il congedo mestruale a scuola: l’idea degli studenti diventa realtà
La “rivoluzione” partita dai ragazzi dell’istituto Luosi-Pico di Mirandola: «Vogliamo portare un benessere effettivo alle nostre compagne»
MIRANDOLA. Una piccola grande rivoluzione è appena passata tra i banchi dell’Istituto Luosi - Pico di Mirandola. Non si tratta di una nuova materia o di un cambio di orario, ma di un passo deciso verso la tutela del benessere studentesco: l’introduzione del congedo mestruale.
Come nasce l'idea
L’iniziativa, nata dalla determinazione degli studenti stessi, permette ora alle ragazze che soffrono di patologie specifiche e certificate di assentarsi per un massimo di due giorni al mese senza che queste ore pesino sul monte assenze annuale necessario per la validità dell’anno scolastico. A guidare questa battaglia di civiltà sono stati Lorenzo Borghi, diciassettenne rappresentante d’istituto, e il suo collega Giovanni Merolla. «L'idea è nata dalla nostra volontà di portare un benessere effettivo alle nostre compagne – racconta Lorenzo Borghi – Ci siamo ispirati al modello del Severini di Ravenna, la prima scuola in Italia a muoversi in questa direzione nel 2022, e abbiamo trovato un prezioso alleato nella Rete degli Studenti Medi di Modena per districarci tra circolari e documenti».
«Chi prova dolore forte è costretta a uscire»
L'ispirazione è arrivata anche dal ricordo di un incontro con un ex rappresentante della consulta che teneva molto a questa causa, spingendo Borghi e Merolla a trasformare una promessa in una realtà concreta. L'iniziativa non è nata a tavolino, ma dall'osservazione quotidiana della vita scolastica e da una spiccata sensibilità verso problematiche che spesso restano sommerse. «Vivendo ogni giorno con le nostre compagne, ci siamo resi conto di quanto alcune soffrissero realmente – spiega Lorenzo – Chi prova un dolore forte è spesso costretta a uscire dalla classe per cercare sollievo, non potendo vivere la scuola come il proprio corpo richiederebbe». I rappresentanti hanno poi avviato una raccolta firme interna che ha confermato un riscontro realistico e concreto.
Provvedimento approvato
Per garantire il successo della proposta in un contesto eterogeneo, i ragazzi hanno inserito il congedo in un pacchetto di proposte variegate capaci di intercettare l'interesse di tutti i giovani della scuola. Il percorso burocratico è stato meticoloso: dopo un confronto iniziale con la Dirigente scolastica sulla gestione della privacy, il progetto è approdato in Consiglio d'Istituto. «Abbiamo presentato una documentazione dettagliata a un organo composto da 19 membri tra docenti, genitori, personale ATA e studenti – prosegue Lorenzo sottolineando anche il supporto ricevuto da Gianluca Dradi, dirigente del Nervi-Severini di Ravenna – L’obiettivo era creare un ambiente più consapevole e altruista, dove non si pensi solo a se stessi ma al benessere collettivo». Le regole approvate sono chiare: per usufruire del congedo, le studentesse devono presentare in segreteria un certificato medico che attesti patologie come dismenorrea, vulvodinia o endometriosi. Solo allora si potranno ottenere i due giorni mensili di assenza giustificata, con il consiglio di classe che verrà informato per prendere le dovute misure didattiche. Nonostante l'eco positiva sui media, non sono mancate le polemiche: «Sui social abbiamo letto commenti di chi non conosceva i dettagli della proposta – chiarisce Lorenzo – C’è chi ha sostenuto che ora tutte le ragazze staranno a casa una settimana, ma non è così: il congedo è di soli due giorni ed è riservato esclusivamente a chi ha una problematica comprovata e seria».l
