Gazzetta di Modena

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Il cordoglio

È morto il sassolese Vittorio Messori, scrittore cattolico di fama mondiale

di Paolo Seghedoni
È morto il sassolese Vittorio Messori, scrittore cattolico di fama mondiale

La conversione da giovane, la carriera giornalistica e il suo “Ipotesi di Gesù” tradotto in 22 lingue ha venduto oltre 1 milione di copie

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SASSUOLO. La sua “Ipotesi su Gesù”, edito nel 1976, è stato un libro che ha venduto un milione e mezzo di copie in Italia e fu tradotto in 22 lingue, uno dei testi più noti e più diffusi nel mondo dell’editoria e dell’apologetica cristiana. È morto la sera del 3 aprile, venerdì santo, il giorno in cui la Chiesa la morte di Gesù Cristo (e probabilmente, potendo scegliere, non avrebbe chiesto niente di diverso) Vittorio Messori, giornalista e scrittore, intellettuale finissimo, cattolico a tutto tondo e personalità molto influente e non di rado ruvida.

Il ricordo

Messori è morto nella sua casa di Desenzano sul Garda a causa di un attacco cardiaco, come ha riferito l’assistente Rosalia Bontà con queste parole: «Il suo cuore si è spento alle ore 21.45 di Venerdì Santo», e del resto soffriva di cuore già da anni tanto che gli era stato impiantato un pacemaker. La moglie dello scrittore Rosanna Brichetti, anche lei giornalista e scrittrice, era morta quattro anni fa, in quel caso nel giorno di sabato santo. Messori era nato a Sassuolo, provincia di Modena e diocesi di Reggio Emilia, il 16 aprile del 1941, era dunque prossimo a compiere 85 anni.

La storia

Veniva da una famiglia di stampo anticlericale, come poteva accadere nell’Emilia dell’epoca, si trasferì a Torino da bambino al termine del secondo conflitto mondiale e nel capoluogo piemontese frequentò il liceo classico D’Azeglio prima e la facoltà di Scienze Politiche poi, dove fu allievo anche di Norberto Bobbio, oltre che di Luigi Firpo e Galante Garrone. Proprio con questo trio di professori discusse la tesi di laurea in Storia del Risorgimento. L’anno prima di laurearsi, a 23 anni nel luglio del 1964, la conversione al cattolicesimo dopo una lettura approfondita del Vangelo. Proprio la sua conversione giovanile ha sicuramente influito non poco nella sua ricerca intellettuale volta a dare conto dello stare insieme di fede e razionalità, ma questa conversione è stata sicuramente fondamentale anche nel suo interpretare il cattolicesimo “sine glossa”, in modo peculiare e a volte intransigente.

La carriera giornalistica

Messori iniziò la carriera giornalistica presso la casa editrice Sei dei Salesiani proprio a Torino, poi fu a “Stampa Sera” e nel 1975 partecipò a fondare “Tuttolibri”, il fortunato inserto letterario de La Stampa ai tempi della direzione de quotidiano torinese da parte di Arrigo Levi. Dopo il successo di “Ipotesi su Gesù” nel 1978 fondò il mensile “Jesus” delle edizioni San Paolo, una rivista che divenne ben presto uno spazio molto interessante e feconda di dialogo e confronto tra credenti e non credenti. Nel frattempo, scrisse altri volumi di grandissimo successo, da “Inchiesta sul cristianesimo” a “Patì sotto Ponzio Pilato?”, da “Dicono che è risorto” a “Scommessa sulla morte” fino a “Rapporto sulla fede” del 1985, frutto di una intervista con il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e anni dopo successore di Pietro, col nome di Benedetto XVI.

Il libro

Questo libro fece scaturire un importante dibattito e non fu amato dalle frange più aperte e progressiste del cristianesimo, e lo consacrò come personalità di spicco dell’area più attenta alla dottrina e alla tradizione cattolica. Messori restò tuttavia un intellettuale stimato e apprezzato anche da chi non la pensava come lui, come dimostrano le attestazioni di stima e di affetto che sono arrivate da più parti alla notizia della sua morte. Notissimo e ricco di implicazioni anche “Varcare la soglia della speranza” (1994), il libro-intervista con san Giovanni Paolo II, prima opera di questo tipo con un pontefice. Messori continuò a scrivere come editorialista e corsivista, per il Corriere della Sera e per Avvenire, proseguendo la sua opera di giornalista che ha sempre indagato sulla figura storica di Gesù e sul tenere insieme con grande rigore la fede con la ragione.

I funerali

Le esequie di Vittorio Messori si terranno sabato 11 aprile, alle 9.30, nell’Abbazia di Maguzzano, nel comune di Lonato del Garda, in provincia di Brescia, un luogo particolarmente caro all’intellettuale sassolese. A presiedere la celebrazione sarà il vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili.