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La proposta

Uil: «Caro-bollette, un fondo comunale con i dividendi Hera»

 Uil: «Caro-bollette, un fondo comunale con i dividendi Hera»

Il segretario Rinaldi: «I proventi provenienti dai dividendi Hera potrebbero essere utilizzati per le famiglie in difficoltà»

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MODENA Destinare i dividendi Hera del Comune di Modena alle famiglie modenesi in difficoltà. A chiederlo è Roberto Rinaldi, coordinatore della Uil di Modena: «Dai dati di bilancio approvati da Hera per l’esercizio 2025 - spiega il sindacalista - emerge che il dividendo proposto è pari a 0,16 euro per azione, in crescita rispetto ai 15,5 centesimi dell’anno precedente. Il Comune di Modena, con 97.107.948 azioni detenute (quota pari al 6,52%), incasserà quindi 15,54 milioni di euro. Si tratta di una cifra molto rilevante, superiore di circa un milione rispetto all’anno precedente. Risorse economiche importanti - incalza Rinaldi - che possono essere messe subito a disposizione della collettività, specie in un momento così complicato».

Risorse utilizzabili per spesa sociale

Dal punto di vista giuridico-contabile, fa notare il coordinatore della Uil, «i dividendi delle società partecipate costituiscono entrate extratributarie dell’ente locale. Infatti, tenendo a riferimento il D.Lgs. 267/2000 (Testo unico enti locali) e il decreto legislativo 118/2011, i dividendi da partecipazioni sono iscritti nella parte corrente, come entrate correnti di natura extratributaria e proventi derivanti da partecipazioni. Questo significa che le risorse non finanziano investimenti, ma entrano nel bilancio corrente e possono essere utilizzate ad esempio per spesa sociale, contributi alle famiglie, servizi pubblici locali, misure di sostegno al reddito, fondi di compensazione tariffaria. In altri termini - incalza Rinaldi - non esiste alcun vincolo che impedisca al Comune di destinare queste somme a misure per calmierare le bollette o contrastare la povertà energetica, purché la scelta venga assunta in sede di bilancio o variazione».

Il sindacato chiede l’apertura di un confronto

Il coordinatore della Uil chiede quindi «l’apertura immediata di un confronto al Comune di Modena e agli altri Comuni della provincia interessati da questa ripartizione, al fine di capire quale destinazione verrà individuata per le risorse. Per noi sarebbe idoneo creare un fondo comunale energia, alimentato da una quota dei dividendi, ad esempio un 30% significherebbe 4,6 milioni, e sarebbero una boccata d’ossigeno, sotto forma di bonus bollette automatico per nuclei Isee medio-bassi, in un momento delicatissimo per le tariffe dovute al costo dell’energia. Una simulazione prudente - aggiunge Rinaldi - mostra che, con 5 milioni di euro, si potrebbero sostenere 15mila nuclei con circa 300-330 euro annui ciascuno». Rinaldi chiude quindi ricordando che «le multiutility non possono essere solo una rendita per i bilanci comunali: devono produrre welfare territoriale. Pertanto, chiediamo formalmente che una quota strutturale dei dividendi Hera venga vincolata, ogni anno, a misure di contrasto al caro energia, qualora si verifichino aumenti del costo dell’energia, a causa di dinamiche geopolitiche come guerre e pandemie. È una proposta seria e di buon senso, tecnicamente sostenibile, perché mette al centro il tema del ritorno sociale del servizio pubblico locale».