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La 31enne scomparsa

Caso Daniela Ruggi, tre domande chiave che possono portare alla svolta

di Daniele Montanari
Caso Daniela Ruggi, tre domande chiave che possono portare alla svolta

Quando è morta, come e se c’è stato un tentativo di seppellirla: questi i quesiti posti al laboratorio di Milano. A breve le risposte del laboratorio Labanof di Milano che possono far cambiare tutto

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MONTEFIORINO. Quando è morta, come è morta, e se c’è stato un seppellimento del cadavere. Sono sostanzialmente queste le tre domande chiave sul teschio di Daniela Ruggi ritrovato il 2 gennaio nella torre di Pignone, a Vitriola. Domande per cui la risposta dovrebbe arrivare a breve ormai.

Le domande

Sono infatti questi i quesiti che la Procura di Modena (pm Marco Niccolini e Laura Galli) ha posto al Labanof di Milano, il laboratorio di antropologia e odontologia forense fondato dalla nota prof Cristina Cattaneo. Un archeologo forense e un antropologo del laboratorio sono stati incaricati a gennaio di effettuare le analisi sul teschio, e successivamente anche sul frammento osseo rinvenuto a febbraio durante le ispezioni attorno alla torre. La consulenza, a meno di colpi di scena, dovrebbe essere ormai ultimata: se non ci sono novità, dovrebbe essere messa a disposizione dei pm entro aprile. E le risposte che arriveranno saranno fondamentali per dare una risposta al giallo della morte della 31enne scomparsa da Vitriola nel settembre 2024. Dall’esame degli esperti ci si attende una risposta innanzitutto sul fatto che Daniela sia morta subito il 20 settembre, quando il suo cellulare si è spento, o successivamente. Poi dall’analisi del teschio si punta a capire se la morte è stata violenta (per omicidio o incidente) o meno (malore). I raggi X possono dare informazioni importati su questo. Il fascicolo però è aperto con l’ipotesi di omicidio volontario, ed è su questa che fa perno un’ulteriore domanda: se dalle condizioni del teschio si può dedurre se c’è stato un periodo di seppellimento. Nella torre non si può seppellire un cadavere, dunque in questa fase gli inquirenti non escludono che Daniela possa essere stata uccisa altrove, nascosta e i suoi resti portati alla torre successivamente. Questo spiegherebbe perché non è mai stata trovata traccia di lei nei sopralluoghi fatti nella struttura.

L’avvocato

L’avvocato Deborah De Cicco, che assiste Alberto Ruggi, il fratello di Daniela, ha chiesto alla Procura di potere interfacciarsi con i superesperti di Milano. Anche il legale infatti ha recentemente nominato due consulenti propri: la dottoressa Marina Baldi, genetista e biologa del pool di Andrea Sempio nel caso Garlasco, e il criminologo Armando Palmegiani. Confrontandosi con loro, potrebbero infatti emergere ulteriori interessanti domande da “fare” al teschio. «Abbiamo fatto richiesta di poter interloquire con i consulenti nominati dalla Procura per un’integrazione ai quesiti posti al momento del conferimento dell’incarico a gennaio – spiega il legale – potremmo integrare le domande poste per fare emergere altri aspetti interessanti. Confidiamo che l’istanza possa avere positivo riscontro».

Il reggiseno

Ma non sono le uniche domande investigative che l’avvocato potrebbe sollevare. Altre riguarderanno il frammento di reggiseno, se risulterà di Daniela. L’indumento è stato sottoposto nei giorni scorsi ad analisi presso la sede del Ris a Parma, per cercare tracce di Dna e capire se è stato indossato dalla ragazza. In caso positivo, il legale chiederà di effettuare un’analisi di tipo merceologico (così si chiama) per capire se la sua strana divisione esattamente a metà (solo la coppa del lato destro) è dovuta ad azione animale o umana. Eventualità quest’ultima che porterebbe senz’altro a ulteriori sviluppi investigativi. Ma la domanda potrebbe rimanere tale: dai primi riscontri di marzo, i carabinieri del Ris hanno evidenziato che lo stato di deterioramento del reggiseno potrebbe non permettere di risalire al Dna. E senza la certezza che sia un indumento di Daniela, non è detto che vengano effettuate nuove analisi. C’è comunque la conferma che sia il reggiseno che il materiale fibroso trovato a parte (pare non sia una ciocca di capelli) sono stati rinvenuti all’interno della torre, come il teschio. 

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