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Un carpigiano di troppo

Carpi cancella Mussolini: tolta la cittadinanza onoraria. Fratelli d'Italia e Lega escono al momento del voto

Carpi cancella Mussolini: tolta la cittadinanza onoraria. Fratelli d'Italia e Lega escono al momento del voto

Al terzo tentativo passa la delibera per revocare ufficialmente la cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini il 17 maggio 1924, in pieno periodo fascista

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Una decisione dal forte valore simbolico e politico, destinata a segnare una pagina rilevante nella storia civile della città. Il Consiglio comunale di Carpi ha revocato ufficialmente la cittadinanza onoraria concessa a Benito Mussolini il 17 maggio 1924, in pieno periodo fascista. La delibera è stata approvata nella seduta di martedì 7 aprile con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza – Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra e Carpi a Colori – e di Forza Italia, raggiungendo la maggioranza qualificata dei due terzi necessaria per rendere il provvedimento effettivo.

Carpi Civica si è astenuta, mentre Lega e Fratelli d’Italia non hanno partecipato al voto, uscendo dall’aula al momento della deliberazione. Un’assenza che ha inevitabilmente alimentato il dibattito politico e le reazioni a caldo.

La discussione si è svolta in una seduta dal forte valore simbolico, dedicata all’ottantesimo anniversario dell’insediamento del primo Consiglio comunale democraticamente eletto a suffragio universale dopo la caduta del regime fascista. Un contesto non casuale, che ha rafforzato il significato della scelta compiuta dall’assemblea.

A presentare la delibera è stato il sindaco Riccardo Righi, che in aula ha parlato di «un atto di consapevolezza e di responsabilità pubblica», sottolineando come attraverso la revoca la comunità carpigiana riaffermi «i valori su cui si fondano la propria identità e l’ordinamento della Repubblica». «La cittadinanza onoraria – ha spiegato il primo cittadino – non è un riconoscimento formale o meramente simbolico, ma l’onorificenza più alta che una comunità possa conferire. Accostare il nome di Mussolini a quello di persone che hanno difeso diritti umani, libertà e dignità della persona è incompatibile con il significato stesso di questo istituto». Concetti ribaditi anche poche ore dopo sui social, dove Righi è intervenuto con un messaggio destinato a suscitare ampia attenzione: «Oggi Carpi si risveglia più fedele a sé stessa. C’è chi ieri sera ha detto che stavamo parlando del nulla. Ma senza valori, anche i problemi concreti perdono direzione». Poi il passaggio più politico: «Non si parlava del passato, ma del presente e del futuro: dire che il nome di Benito Mussolini non può essere associato all’onore di una comunità democratica. Non è un simbolo. È una linea di confine. E ieri sera il Consiglio comunale l’ha tracciata. Carpi è una città antifascista. Ed esserlo è una scelta, ogni giorno».

La delibera approvata martedì sera dà seguito alla mozione presentata nello scorso luglio dal consigliere Michele De Rosa (Forza Italia), approvata allora dall’assemblea e ora divenuta operativa. Proprio il ruolo degli azzurri è stato sottolineato con forza anche dal Partito Democratico cittadino. In una nota, la segretaria Daniela Depietri ha definito la revoca «un atto dovuto, soprattutto in una città come Carpi, sede del Campo di Fossoli, principale campo di concentramento per ebrei e dissidenti politici sul territorio italiano», ringraziando il sindaco e i consiglieri favorevoli e riconoscendo «la serietà e il senso di responsabilità di Forza Italia». Durissima invece la critica verso Lega e Fratelli d’Italia. «Spiace constatare – ha dichiarato Depietri – che non abbiano nemmeno partecipato al voto, rinunciando a spiegare pubblicamente la loro scelta. Si è persa un’occasione per ribadire che, pur nelle differenze politiche, si può essere uniti almeno su un punto: il ripudio del fascismo e della violenza che ha rappresentato».

In una lunga nota, Michele De Rosa ha rivendicato la scelta di Forza Italia parlando di «incompatibilità palese» tra la cittadinanza onoraria a Mussolini e la Costituzione italiana, fondata su uguaglianza, libertà e dignità sociale. «Mantenere il nome di Mussolini tra i cittadini onorari – ha scritto – rappresenterebbe un insulto alla memoria di tutte le vittime del regime, dagli ebrei colpiti dalle leggi razziali a chi subì persecuzioni, carcerazioni e deportazioni». De Rosa ha ricordato come Carpi custodisca luoghi, primo fra tutti il Campo di Fossoli, che testimoniano quotidianamente quelle atrocità. Il consigliere di Forza Italia ha espresso rammarico per la mancata unanimità, auspicando che su temi di questo peso si possa superare ogni contrapposizione ideologica: «La memoria è l’unico anticorpo affinché simili orrori non si ripetano. Revocare una cittadinanza non significa cancellare la storia, ma compiere una scelta di campo etica e politica». Per l’amministrazione comunale, la revoca restituisce coerenza e dignità all’istituto della cittadinanza onoraria e segna una presa di posizione netta contro ogni forma di totalitarismo. Un gesto che richiama il sacrificio pagato dalla città nella lotta di Liberazione – riconosciuto con la medaglia d’oro al Valor civile e la medaglia d’argento al Valor militare – e che, per la maggioranza, chiude definitivamente una pagina rimasta aperta per oltre un secolo nel rapporto tra Carpi e il proprio passato.l