Figurine Panini: «Niente vendita, stiamo cercando un alleato forte»
La società con una nota conferma il mandato a Citigroup: esclusi i concorrenti. Tra le ipotesi, la quotazione in Borsa
MODENA. Panini Spa punta a espandere i propri obiettivi strategici ed è per questo alla ricerca di un partner forte, che non sarà tuttavia un concorrente. Dopo alcune settimane di silenzio, la proprietà della storica azienda di via Emilio Po a Modena, oggi guidata da Ivam Ataide Faria nel ruolo di amministratore delegato (Ceo), ha chiarito la propria posizione sulle prospettive future del gruppo.
Lo scenario
Lo spunto per l’intervento arriva da un lancio dell’agenzia Reuters della scorsa settimana, secondo cui gli azionisti di Panini dovrebbero decidere entro la fine dell’anno in merito a un possibile investimento esterno nella società, dopo che una ventina di potenziali acquirenti avrebbe manifestato interesse, stando a quanto riferito da una fonte vicina alla vicenda. Per quanto riguarda la valutazione, questa si aggirerebbe intorno ai 5 miliardi di euro (circa 5,8 miliardi di dollari).
A questa notizia è arrivata ieri una risposta ufficiale dell’azienda che, pur smentendo l’ipotesi di una vendita, delinea in modo chiaro le strategie attualmente allo studio: la ricerca di un partner strategico in grado di sostenere la crescita futura del gruppo.
La posizione dell’azienda
«Panini S.p.A. desidera precisare che i suoi azionisti si sono avvalsi della consulenza di Citigroup per l’individuazione e la valutazione delle future opzioni strategiche della società. L’analisi non dovrebbe concludersi prima della fine dell’anno», si legge nella nota, con riferimento alla possibile vendita. «Le opzioni attualmente in esame includono il mantenimento dell’attuale struttura proprietaria di Panini, la quotazione in Borsa e l’apertura del capitale a un grande partner strategico in grado di apportare, in particolare, preziose relazioni a supporto della crescita aziendale. Non verrà tuttavia presa in considerazione la vendita a un concorrente, poiché l’obiettivo è espandere l’azienda, non eliminarla. Qualsiasi informazione o indiscrezione di mercato che suggerisca scenari alternativi deve essere considerata totalmente infondata e priva di qualsiasi fondamento».
In passato
Parole chiare, dunque, che rimandano alla fine dell’anno per un quadro più definito sul futuro del gruppo. Le voci di una possibile cessione di Panini si sono rincorse più volte nel corso degli anni: di recente si era parlato di un interessamento da parte di Silver Lake. In precedenza, nel luglio 2013, sembrava che gli azionisti avessero deciso di cedere il controllo ai fondi, con Nomura nel ruolo di advisor, nell’ambito di un’operazione che aveva attirato l’attenzione di numerosi fondi di private equity.
Nel 2015, l’anno successivo ai Mondiali brasiliani, l’azienda di Modena faceva capo, tramite Id4 Investimenti, da un lato a Fineldo, la finanziaria della famiglia Merloni, e dall’altro a Sallustro.
Negli anni successivi sono circolate nuove indiscrezioni di vendita, in particolare nel gennaio e nel settembre 2019, quando si parlava di un’offerta di circa un miliardo di euro presentata da un gruppo industriale statunitense. Le voci si sono poi riaccese nel febbraio 2021, quando Panini veniva valutata oltre 2 miliardi di euro, salvo poi rientrare senza esiti concreti.
