Folla commossa per l’addio a Emiliano Ferrari di Modena Volley: «Ciao Tammy, fai buon viaggio»
Il responsabile tecnico del settore giovanile è stato stroncato da un malore a 55 anni. Don Violi: «Oggi siamo qui, un po' come una squadra che si ritrova a centro campo, in silenzio, cercando di capire come andare avanti senza Tammy, Emy: l'amico pieno di ideali, generoso, disponibile, presente»
MODENA. Una folla commossa quella che stamattina – 8 aprile – ha detto addio a Emiliano Ferrari, per tutti Tammy, responsabile tecnico del settore giovanile di Modena Volley stroncato da un malore a 55 anni il giorno di Pasqua. Tantissimi gli amici che oggi alle camere ardenti del Policlinico si sono stretti attorno alla famiglia e al feretro per dirgli addio.
«Te ne sei andato all’improvviso»
«Ci sono partite che finiscono all'improvviso. Senza un ultimo scambio preparato, senza il tempo di sistemare la difesa, senza nemmeno capire bene cosa stia accadendo. La morte di Emiliano è così: un pallone arrivato veloce, difficile, che nessuno si aspettava – ha detto don Giacomo Violi durante le celebrazioni – . E oggi siamo qui, un po' come una squadra che si ritrova a centro campo, in silenzio, cercando di capire come andare avanti senza Tammy, Emy: l'amico pieno di ideali, generoso, disponibile, presente. Quello con cui, quando parlavi, era sempre un confronto vero, un'avventura. Chi lo avrebbe mai detto, quando ci siamo visti otto giorni prima in parrocchia, con i ragazzi del catechismo. Emiliano: uno che stava nel gioco. Nella pallavolo ci sono giocatori che cercano il punto. E altri che fanno giocare la squadra. Emiliano era così. Uno che c'era. Uno che teneva insieme il gioco. Magari non sempre sotto i riflettori, ma presente nei momenti importanti: nelle responsabilità di ogni giorno, nel suo essere papà, nel suo esserci per gli altri, nella professione come nella pallavolo. E quando una persona così viene a mancare, ci si accorge di quanto fosse fondamentale».
Chi era “Tammy”
Classe 1971, Ferrari è stato negli anni una figura centrale nello sviluppo del vivaio, punto di riferimento costante per atleti, famiglie e collaboratori, nonché stretto collaboratore del direttore organizzativo Manuel Armaroli. Tecnico preparato e appassionato, Ferrari ha rappresentato molto più di un allenatore: una guida capace di coniugare competenza e sensibilità educativa, trasmettendo valori sportivi e umani a generazioni di giovani. La sua presenza quotidiana in palestra, sempre discreta ma incisiva, ha contribuito in modo determinante alla crescita del movimento giovanile, accompagnando tanti ragazzi non solo nello sport, ma anche nel percorso personale.
