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Il caso

Approfitta di una ragazza disabile: «Mi ha portato via 25mila euro: diceva che me li avrebbe ridati»

di Daniele Montanari
Approfitta di una ragazza disabile: «Mi ha portato via 25mila euro: diceva che me li avrebbe ridati»

La 27enne racconta il suo dramma. Lui va a processo assieme ad altri tre: «Mi ha fatto aprire dei conti correnti e contrarre dei finanziamenti: lui aveva la carta e continuava a prelevare»

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MODENA. «Nonostante sapesse bene della mia condizione di disabilità psichica, mi ha costretto a contrarre debiti per 20-25mila euro. Io ero succube di lui, mi manipolava».
 

Il caso


È un passaggio dell’intensa testimonianza fornita ieri mattina in tribunale da una 27enne di Modena, ritenuta una delle vittime del 37enne. È finito a processo (a difenderlo, Clotilde Nuzzo) assieme alla compagna 43enne (difesa da Gianfranco Balugani), un 50enne di Scandiano considerato il braccio destro di lui (difeso da Matteo Dorello) e una 48enne di origine albanese (il suo avvocato è Elisabetta Strumia di Reggio). Pesanti le accuse nei confronti dei quattro, ritenuti responsabili a vario titolo di truffa, circonvenzione d’incapace, lesioni, minacce ed estorsione. Reati già gravi di per sé, ma ancor di più nei confronti di persone in una situazione di fragilità. Due di loro, due ragazze, si sono costituite parte civile con gli avvocati Silvia Silvestri e Mariagrazia De Gennaro. La vicenda è emersa grazie alle indagini compiute dai carabinieri della Compagnia di Pavullo tra il 2021 e il 2022.



La testimonianza



Ieri il processo è ripreso davanti al nuovo giudice con la testimonianza della seconda vittima, quella assistita dall’avvocato De Gennaro. «Nel 2021 a causa delle mie condizioni psichiche avevo un’invalidità civile certificata del 75% – ha riferito la ragazza – ma la pensione che ricevevo non mi bastava per pagare l’affitto della mia camera a Modena. Ero in difficoltà economiche. Mio zio di Scandiano, di cui mi fidavo, mi disse di rivolgermi a quest’uomo (il 37enne, ndr). Ci siamo trovati in stazione a Reggio il 12 aprile 2021. Mi ha offerto un caffè, poi siamo andati in diversi negozi di telefonia: mi aveva proposto di prendere dei telefoni stipulando dei contratti di finanziamento a mio nome. Diceva che ci avrei guadagnato. Io gli ho creduto: non sapevo cosa facevo».


E non è finita lì. «Mi ha fatto fare anche delle carte prepagate – ha continuato – siamo andati in un ufficio postale di Modena e mi ha fatto fare la Postepay Evolution, che ha voluto gli consegnassi subito in busta chiusa. Poi siamo andati in una banca, dove mi ha fatto aprire un conto per avere la prepagata, che ha voluto sempre in busta. Non mi ha mai dato spiegazioni sul perché volesse le carte, mi diceva solo che mi avrebbe dato dei soldi. Ma mi ha fatto avere solo 150 euro. Nel mentre, io dai messaggi sul telefono vedevo che tramite le carte mi venivano presi di continuo dei soldi. Avevo 22 anni: mi ha fatto fare sei finanziamenti. I prelievi sono arrivati a 20-25mila euro: cancellavo i messaggi per non pensarci. Ero succube, e temevo che mi avrebbe fatto del male se dicevo di no».