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Il caso

Scritta “Vendetta” sul muro del Volta: lo studente ha confessato

Alfonso Scibona
Scritta “Vendetta” sul muro del Volta: lo studente ha confessato

Le conseguenze: ora si valutano sanzioni disciplinari nei suoi confronti

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SASSUOLO. «Quando accadono fatti come questo crediamo sia giusto non minimizzare, approfondire e intervenire anche dal punto di vista disciplinare».

Questa la sintesi di quanto stanno cercando di fare i vertici dell'istituto Volta di Sassuolo dopo l'ennesimo atto plateale: la parola “Vendetta” scritta su un muro esterno all'edificio e un foglietto con la minaccia “morirai”, sul banco di un studente della scuola. Reo confesso, di questa, chiamiamola così “bravata”, uno studente del posto che sembra si sia spontaneamente presentato in presidenza ammettendo la sua colpa ma nello stesso tempo minimizzando l'accaduto.

La decisione

Non essendoci precedenti tra chi ha ricevuto la minaccia e chi si è auto accusato del gesto, potrebbero non esserci strascichi giudiziari anche se il “non fare nulla” potrebbe innescare tra gli studenti un senso di emulazione, con la convinzione di rimanere impuniti. Nessun commento al momento da parte dell'interessato che ha subito la minaccia e nemmeno dalla famiglia ma anche tra i compagni d'istituto che ieri, all'uscita di scuola, hanno evitato risposte sull'accaduto.

Giusta la presa di posizione della scuola che adesso ha deciso di infliggere al ragazzo una sanzione disciplinare: lasciare tutto come se nulla fosse accaduto sarebbe stato, come detto, un errore.