La bici elettrica “truccata” fa i 42 all’ora: scatta una multa da mille euro
Era come uno scooter e aveva una potenza tripla rispetto a quella consentita. Raffica di sanzioni da parte della polizia locale per chi non portava il casco sul monopattino elettrico
MODENA. Si è conclusa la campagna di controlli dedicata alla mobilità sostenibile condotta dalla polizia locale di Modena durante tutto il mese di marzo. Un’operazione che ha combinato attività di informazione e sensibilizzazione con una presenza capillare degli agenti in diversi quartieri, con l’obiettivo di migliorare la sicurezza stradale e promuovere un uso corretto e responsabile di monopattini elettrici, biciclette ed e-bike, mezzi sempre più diffusi ma non sempre utilizzati nel rispetto delle norme.
I controlli
Il periodo di maggior intensificazione è stato quello tra il 16 e il 31 marzo, quando sono stati allestiti numerosi posti di controllo nelle principali direttrici urbane e nelle aree con maggiore concentrazione di utenti della micromobilità. L’attenzione si è concentrata soprattutto sul rispetto delle regole di guida e sulla conformità tecnica dei mezzi: gli agenti hanno verificato luci, freni, dispositivi obbligatori, ma anche comportamenti spesso sottovalutati come la circolazione sui marciapiedi o l’attraversamento irregolare delle strisce. Complessivamente sono stati controllati 204 mezzi elettrici tra monopattini ed e-bike, oltre a 49 veicoli a motore. Le violazioni legate alla mobilità sostenibile sono state 71, mentre altre 31 hanno riguardato automobilisti e motociclisti.
Raffica di multe
Il dato più allarmante riguarda però il mancato utilizzo del casco: ben 67 conducenti di monopattini elettrici ne erano sprovvisti e sono stati multati. Una cifra che preoccupa gli operatori, considerando che proprio il casco rappresenta la principale protezione per evitare traumi cranici in caso di caduta. «Anche dove non è imposto dalla legge, rimane uno strumento fondamentale per la sicurezza» sottolineano dal Comando, ricordando che la maggior parte degli incidenti che coinvolgono monopattini avviene a velocità ridotte ma con conseguenze potenzialmente gravi.
La bici “truccata”
Tra i casi più significativi della campagna spicca quello di una bicicletta a pedalata assistita che, secondo gli accertamenti tecnici, non rispettava affatto i requisiti previsti dal Codice della strada. Il mezzo era privo della catena di trasmissione e funzionava esclusivamente tramite acceleratore, trasformandosi di fatto in un ciclomotore non omologato. La perizia ha rilevato una velocità massima di 42 km/h senza pedalare e una potenza di 750 watt, valori ben superiori ai limiti per le e-bike (25 km/h e 250 watt). Per il conducente sono scattate sanzioni per 924 euro e il sequestro ai fini della confisca. Un episodio che, spiegano gli agenti, conferma una tendenza crescente: l’utilizzo di mezzi modificati o acquistati online senza le caratteristiche previste dalla normativa. La campagna si inserisce nel più ampio percorso di monitoraggio della mobilità elettrica urbana. Un richiamo, quello del Comando, a un uso più responsabile dei mezzi alternativi: sostenibili sì, ma sicuri solo se accompagnati dal rispetto delle regole e dall’adozione di dispositivi di protezione come il casco.
