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Forno San Martino, dall’Appennino ai mercati in provincia di Modena e Bologna: il sogno realizzato di Shpend (che vuole crescere ancora)

Forno San Martino, dall’Appennino ai mercati in provincia di Modena e Bologna: il sogno realizzato di Shpend (che vuole crescere ancora)

Arrivato in Italia dall’Albania nel 2010, sette anni dopo Memolla ha rilevato l’attività di Montese in cui lavorava e oggi lo gestisce insieme alla famiglia: ha 15 dipendenti di ogni età e valorizza i prodotti del territorio

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MONTESE. Da sedici anni in Italia, Shpend Memolla ha coronato un sogno: quello di aprire una sua attività, il Forno San Martino nell’omonima frazione di Montese. E che ormai è un punto di riferimento per i residenti e non solo, visto che oggi Memolla possiede cinque furgoni con i quali i suoi dipendenti visitano sedici mercati alla settimana per portare in tanti comuni delle province di Modena e Bologna, dall’Appennino alla pianura, pane, biscotti, dolci di produzione artigianale.

Il forno e la storia di Shpend

Il laboratorio apre alle sette di sera e fino alle cinque di mattina viene prodotto il pane, quando si parte alla volta dei mercati, mentre a Montese continua la produzione di dolci. Il Forno San Martino oggi ha quindici dipendenti, di varie età, in parte familiari del titolare, arrivato nel 2010 dall’Albania. «Quando sono giunto a Montese ho iniziato a lavorare in questo forno, allora gestito da Dante Lipparini e Mauro Zanni. Qualche anno dopo, nel settembre del 2017, ho rilevato da loro l’attività grazie anche alla loro disponibilità – spiega Memolla – Oggi sono molto contento, lavoro tra l’altro assieme a mia moglie Fullanza, al personale del posto, ai miei nipoti e ai miei fratelli e mi sembra di essere in una grande famiglia, tanto che mi imbarazzo quando mi chiamano capo...». Una famiglia giovane, Shpend ha 38 anni e ha quattro figli, che partecipa attivamente alla vita della comunità locale con attività di volontariato. Al Forno di via Provinciale (aperto ogni giorno) c’è anche un servizio bar e dunque si può pure fare colazione fino all’una, godendo al contempo di una bella vista del nostro Appennino. In questo ultimo periodo questo artigiano ha lavorato molto per proporre ai clienti le sue colombe, così come a dicembre si impegna per realizzare tanti panettoni, anche personalizzati. A luglio 2023 ha inoltre aperto un punto di vendita nella piazza di Montese, per ampliare la sua rete commerciale. «Il nostro è un lavoro di sacrificio, ogni notte si impasta e si cuoce, poi all’alba dal lunedì al sabato si parte con il furgone per i tanti mercati che frequentiamo. I nostri prodotti sono lievitati naturalmente e anche tanti turisti si fermano qui per acquistarli. In questo momento stiamo pensando ad ampliare ancora l’attività realizzando un forno nuovo ed un nuovo laboratorio. Siamo contenti e a Montese stiamo benissimo».

Prodotti locali e artigianato

Iscritto dal 2017 alla Lapam Confartigianato Shpend Memolla è un evidente esempio di integrazione: la maggioranza dei suoi dipendenti sono infatti modenesi... Gli ultimi dati segnalano però un continuo calo delle attività legate alla panificazione nella nostra provincia, ma questo, secondo la stessa Lapam, va contrastato perché gli alimenti locali rappresentano l’emblema della qualità e del gusto di un territorio intero, valorizzando quei lavoratori che con il loro saper fare vogliono continuare a garantire un livello di prodotti eccellenti. I forni artigianali sono presidi di cultura gastronomica e sostenibilità, custodi di tradizione perché tramandano ricette e tecniche locali, contribuendo all’identità del territorio. E garantiscono qualità perché utilizzano ingredienti selezionati, spesso a km zero, e processi naturali come la lievitazione lenta con il lievito madre. Generano infine occupazione e relazioni in una comunità e promuovono iniziative contro lo spreco alimentare.

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