Lotta alle recensioni fake: «Finalmente uno stop ai leoni da tastiera, ma mancano regole vere»
Da Confcommercio e Confesercenti plauso alle novità introdotte dalla legge 34/2026
MODENA. È un sonoro «finalmente!» la reazione sulla nuova legge che arriva da Confcommercio Modena mentre Confesercenti oltre a dichiararsi favorevole ricorda che mancano pur sempre i decreti attuativi. Dal 7 aprile sono cambiate le regole delle recensioni online, croce (molta) e delizia (non sempre) di ristoratori e albergatori nonché a volte fonte di vere e proprie estorsioni con casi di forzata vendita di “pacchetti” di pareri positivi fake. La legge 34/2026 dovrebbe ora mettere fine a questo far west che incide fortemente sulle frequentazioni dei luoghi pubblici anche se occorre attendere appunto i decreti attuativi nonché le linee guida dell’autorità Antitrust con il via libera dell’Agcom e del Garante della Privacy.
Il commento di Cavazza (Confesercenti)
«La legge dice che le recensioni devono essere reali e riscontrabili – spiega Daniele Cavazza, coordinatore provinciale settore turismo (FIEPeT) di Confesercenti Modena – ma ora dal regolamento attuativo bisognerà capire come le piattaforme di recensioni dovranno operare. Saranno, immagino, adempimenti burocratici per dimostrare che il cliente è stato nel locale recensito nei trenta giorni precedenti e dovremo anche vedere qual è il nostro ruolo di associazioni di piccole medie imprese».
Quindi una normativa importante?
«Certamente un passo avanti contro le recensioni ingannevoli e false anche se rilevo che nella legge non si parla di sanzioni. Diciamo che si tratta di divieti senza multe, per cui anche qui bisognerà attendere per capire se funziona. Le sanzioni ovviamente sarebbero per le piattaforme che devono vigilare su quanto pubblicano e non per i segnalatori, ma senz’altro occorre mettere fine a bot e colleghi sleali che parlano male concorrente. Ricordo che le recensioni sono importantissime, ben più delle stelle di alberghi e ristoranti. Ma c’è un altro fatto da notare». Dica. «La legge non tratta il tema degli influencer che non utilizzano le piattaforme, ma parlano di ristoranti e alberghi sulle loro seguitissime pagine. Il tema, anche qui, resta aperto».
I vostri associati vi chiedono di intervenire?
«Sulla norma di legge ancora nessuno si è fatto vivo perché troppo recente mentre qualche ristoratore che aveva ricevuto recensioni negative si è rivolto e noi e abbiamo fornito indicazioni su come procedere con una opinione che non si riteneva veritiera. Legge in sintesi positiva perché agirà sulla qualità dei servizi con gli esercenti che saranno ancora più motivati a fare bene per il cliente».
Il commento di Forghieri (Confcommercio)
Interviene anche Davide Forghieri, presidente provinciale di Fipe (Federazione Pubblici esercizi) di Confcommercio e vicepresidente di Modena a Tavola: «Io dico “finalmente” perché occorre che chi fa le recensioni a un locale sia anche consapevole che può andare incontro a conseguenze visto che si tratta di parole scritte e non di chiacchiere da bar. Purtroppo ci sono i leoni da tastiera, persone che scrivono di pancia se non vengono poste su un piedistallo mentre è difficile comprendere la nostra categoria di ristoratori, piccole aziende che tengono insieme tutta la filiera del settore. Ciò non accade per nessun altro settore».
Lei è titolare di Osteria Emilia a Campogalliano e ristorante Anna a Modena, le sono mai capitati fatti spiacevoli?
«Io quando vado a mangiare da colleghi non mi “dichiaro” mai poi certo a me è capitato mi dicessero “se mi fai uno sconto parlo bene di te… Noi ristoratori siamo molto esposti e io ogni tanto alle recensioni ho risposto, a volte usando l’ironia altre volte il sarcasmo con chi esagerava. Vero è che noi non siamo chirurghi che operano a cuore aperto, ma la gente deve comprendere che se spendi 40-50 euro servito e riverito hai quel certo giusto e piacevole servizio e non quello di un tre stelle».
La nuova legge non lede il diritto di opinione su un servizio comprato?
«Non mi pare che la norma faccia questo, anzi garantisce meglio chi scrive le proprie opinioni con coscienza dopo un pasto e inoltre migliora il servizio per il consumatore che legge recensioni veritiere. Lo strumento recensione diviene più utile sia per il cliente che comprende dove sta andando a mangiare o a dormire sia per l’esercente che ha la possibilità di capire esattamente cosa il cliente pensa della sua attività. Noi spesso ci chiediamo: cosa pensa la gente di me, della mia cucina? Il nostro lavoro ha una alta soglia di stress per cui se facciamo errori scrivetelo, ma ricordatevi che in genere nessuno di noi vuol fare del proprio peggio».
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