Addio a Rolando Bussi, studioso e scrittore che ha raccontato la storia di Modena
Morto a 82 anni all’ospedale di Carpi, è stato autore e curatore di preziosi volumi. Fu docente di storia e filosofia al liceo Tassoni prima di dedicarsi a un’intensa attività editoriale con Franco Cosimo Panini: per anni ha curato anche una rubrica sulla Gazzetta
MODENA. Il mondo della cultura modenese, e non solo, è in lutto per la morte di Rolando Bussi, l’unico studioso, dopo la morte di Albano Biondi, che ha saputo indagare sulla storia modenese attraverso le cronache.
L’ultimo saluto
Il cultore della memoria della città ha cessato di vivere nella tarda serata di sabato scorso – 11 aprile – all’ospedale di Carpi, dove era ricoverato da alcuni mesi. Da qui la salma sarà trasferita alle camere ardenti del Policlinico di Modena dove mercoledì 15 aprile, in forma strettamente privata, riceverà la benedizione prima di essere portata al crematorio. Lascia la moglie Paola, la figlia Francesca con la nipotina Cloe, e il figlio Massimiliano. «Era una persona buona, generosa. La mia vita – dice con grande commozione la moglie, che da cinque anni si era trasferita, insieme con Rolando, a Carpi - è terminata, anche se ho la figlia e la nipotina. Per me Rolando era importantissimo, stavamo sempre assieme».
La vita di Bussi
Ha saputo sempre offrire un viaggio di narrazione puntigliosa, immagini ed emozioni tra passato e presente, non solo attraverso i suoi libri, ma anche con la rubrica settimanale “C’era una volta a Modena” sulla Gazzetta di Modena, dove per anni e con passione ha raccontato storia e curiosità della sua città attraverso le immagini d’epoca. Bussi era un personaggio famoso non solo a Modena, anche perché è stato docente di storia e filosofia al liceo scientifico Tassoni di Modena. Nel 1984 ha lasciato l’insegnamento per dedicarsi all’attività editoriale, collaborando con Franco Cosimo Panini per realizzare la divisione libri all’interno delle Edizioni Panini. La collaborazione è proseguita anche dopo la creazione della casa editrice nel 1989. Si deve a lui, in particolare, il coordinamento editoriale dei diciotto volumi della straordinaria collana “Mirabilia Italiae” diretta da Salvatore Settis. Era orgoglioso, a giusta ragione, di essere curatore della “Cronaca” di Tommasino de’ Bianchi, detto il Lancellotti, pubblicata dalla Fondazione di Modena, ritenuta importante monumento di storia modenese dal 1506 al 1554. È un diario che racconta le vicende politiche, sociali e economiche di quasi 50 anni. A lui si deve la cura di diversi volumi, tra cui “Modena da scoprire e riscoprire. Percorsi nella storia della città”, la guida pubblicata da Franco Cosimo Panini che chiede al lettore di camminare con calma e di fermarsi quando è necessario: per ascoltare quello che le pietre di chiese e palazzi hanno da raccontargli, per sentire l’acqua che scorre ancora sotto alle vie che un tempo erano canali. È il piacere di esplorare la città e viverla, un passo alla volta, nel suo presente. I percorsi conducono il lettore nei luoghi più importanti di quella che era la Modena dentro le antiche mura. Di Rolando Bussi è pure “La vendita di Dresda”, Edizioni Panini, 1989, che riguarda la vendita da parte del duca di Modena Francesco III d’Este di 100 opere del XVI e XVII componenti la collezione estense, a favore dell’Elettore di Sassonia e Re di Polonia Augusto III il Sassone. Il prezioso libro è corredato da immagini particolari, grazie a foto scattate da Rolando a Dresda durante un soggiorno avventuroso.
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