Ex Fonderie di Modena Ovest, ancora bivacchi. Si vive nella cabina elettrica
Nel villaggio artigianale le porte sono state forzate forzate
MODENA Un cartello giallo sulla porta in metallo invita a prestare attenzione. "Cabina elettrica. Alta tensione, pericolo di morte". Le Ex Fonderie del villaggio artigianale a Modena Ovest sono chiuse da alcuni anni ma la porta è socchiusa. Vi si accede da via Coppola, costeggiando il perimetro dell'enorme stabilimento fantasma. All'interno gli impianti della cabina elettrica sono stati rimossi dalla cooperativa dopo il fallimento, e negli spazi sono tesi a terra dei materassi. Dentro vivono due uomini. L'umidità ha ammuffito le pareti e l'odore acre punge le narici anche prima di entrare. «Viviamo qui ormai da due mesi – raccontano uno dei due –. Io vivo a Modena da dodici anni ma dopo il divorzio non ho più posto dove vivere. Ho fatto richiesta per una casa al Comune di Modena ma le liste d'attesa sono troppo lunghe. Al tempo stesso sono seguito dal centro per l'impiego del Comune per trovare lavoro. Il mio “coinquilino”, invece, che non parla bene italiano, è arrivato da poco. Viviamo di stenti».
La situazione
Da anni il quartiere poggia in uno stato di incuria e degrado ma negli ultimi mesi la situazione è migliorata. La discarica abusiva che giaceva nella strada chiusa in via Orsini è stata ripulita, come racconta l'imprenditore Alberto Salvalai, titolare di un'officina a fianco dell'Ex Fonderie: «La cooperativa ha trovato un accordo con il Comune: la proprietà ha ripulito la strada, in cambio le è stato concesso la possibilità di chiudere il tratto per evitare che altri incivili abbandonassero i rifiuti».
L’iter fallimentare
Sulle Ex Fonderie è in corso l'iter fallimentare che impedisce interventi di rigenerazione. Per mesi è stata “la casa” di diverse persone senza fissa dimora, come aveva spiegato il Comune a novembre scorso: «La situazione è ben nota all'amministrazione. All'interno del capannone in disuso si trovano attualmente alcuni cittadini extracomunitari tutti regolari sul territorio italiano e lavoratori, che hanno trovato lì rifugio nell'impossibilità economica di affittare una casa», aveva spiegato. Negli scorsi mesi, su richiesta del Comune, la proprietà, che era stata multata per degrado urbano, è intervenuta sgomberando e sigillando l'area. Tuttavia alcune porte, come quella della cabina elettrica, sono state nuovamente forzate e dentro hanno trovato casa i due uomini intervistati. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda le ex Fonderie Cooperative, dove fino a qualche mese fa, passando dall'esterno, si scorgevano panni e vestiti stesi. Anche questa era stata occupata da persone senza fissa dimora. La proprietà ha sgomberato e bonificato, con l'intenzione di rigenerarla e dare nuova vita alla struttura con accesso da via. «Qui la situazione era diventata insostenibile – racconta Marco Gori, titolare di un'azienda al fianco –, ma ultimamente devo dire che è migliorata. Circa un mese fa alcuni ragazzi erano entrati dentro alle Ex Fonderie e avevano lanciato dal primo piano un estintore colpendo in pieno il mio furgone parcheggiato, provocando danni ingenti. Gli sgomberi ei controlli delle forze dell'ordine hanno rimosso un po' le brutte frequentazioni di questo posto: speriamo che non torni a peggiorare nuovamente», concludono Gori.
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