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Il caso

Delegazione di Pax Christi a Roma: «Censurati dalla polizia prima della veglia per la pace del Papa in Vaticano»

di Paola Ducci

	Lo striscione di Pax Christi e la maglietta sequestrati
Lo striscione di Pax Christi e la maglietta sequestrati

Un gruppo di attivisti dell’associazione cattolica, tra i quali la modenese Siriana Farri, sabato scorso era nella Capitale per l’assemblea nazionale e si è recato in piazza San Pietro: «All’ingresso ci sono stati ritirati lo striscione e una maglietta pacifista, definiti “politici”»

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MODENA. «La polizia di Stato ci ha ritirato lo striscione dell’associazione Pax Christi e ha obbligato una nostra associata a togliersi una maglietta che citava l’articolo 11 della Costituzione («L’Italia ripudia la guerra»), poiché, secondo loro, sia lo striscione che la maglietta, contenevano messaggi “politici”».

Cos’è successo

Così racconta Siriana Farri, modenese, referente della provincia di Modena dell’associazione Pax Christi, che trovandosi a Roma lo scorso sabato per l’assemblea nazionale dell’associazione, con una delegazione di associati ha deciso di dirigersi in Vaticano per la veglia di preghiera indetta lo stresso giorno da Papa Leone. «Gli agenti di polizia, addetti ai controlli sotto il colonnato del Bernini in piazza San Pietro prima dell’ingresso in Vaticano – ricorda Farri – quando hanno visto il nostro striscione e la maglietta che indossava una collega hanno fatto alcune telefonate e poi ci hanno informato che il nostro emblema non poteva entrare in Vaticano e che la maglietta doveva essere tolta, obbligandoci a lasciare tutto in loro custodia. La motivazione che ci hanno dato – puntualizza la portavoce – è stata: “dal Papa si va per pregare e non per fare politica”».

Lo stupore

Al gruppo di Pax Christi sono sembrate assurde le parole della polizia così come il ritiro immediato di striscione e maglia. «Se sul nostro vessillo, che ha come base la bandiera della pace, c’era stampato il logo dell’associazione, sulla maglietta che indossava la collega c’erano riportate due frasi: nella parte posteriore la citazione dell’articolo 11 della Costituzione italiana, “L’Italia ripudia la guerra” e nella parte anteriore la scritta “Chi manda le armi ripudia la pace”». «Concetti peraltro ripresi poi durante la veglia di preghiera dal Pontefice ma che a noi è stato negato introdurre in sua presenza – ricorda Farri – Non abbiamo capito perché definire “politica” una richiesta di pace, il richiamo alla Costituzione o il richiamo alle tragedie in atto nel mondo, tra cui quella palestinese». Sull’episodio, rimbalzato in pochissimo tempo sul web e ripreso da tutti i principali media, tanti sono stati i commenti che hanno definito l’azione della polizia come «un messaggio chiaro che certi contenuti non devono essere visibili nello spazio pubblico, quando, presenti alla veglia per la pace in Vaticano, c’erano presenti bandiere dell’Ucraina e striscioni che chiedevano la pace in Congo. «Sebbene sia giusto sottolineare che la polizia non abbia usato un tono violento nei nostri confronti – ha concluso Farri – noi ci siamo sentiti in qualche modo censurati e con loro non c’è stata trattativa tanto che la nostra collega ha deciso di togliersi la maglia in pubblico, come segno di protesta».

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