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La visita

I ragazzi di Digitiamo “angeli custodi” di Altan: la Pimpa digitale all’insegna dell’inclusione

di Elena Tassoni

	Altan con i ragazzi di Digitiamo
Altan con i ragazzi di Digitiamo

Il celebre autore della cagnolina più amata in visita alla Franco Cosimo Panini per incontrare i ragazzi con spettro autistico impegnati nella digitalizzazione delle sue opere

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MODENA. Nella casa editrice Franco Cosimo Panini si è svolto un incontro significativo, capace di unire chi la Pimpa l’ha ideata a chi oggi rende le sue avventure immortali nel tempo grazie al processo di digitalizzazione. Il maestro Francesco Tullio Altan, infatti, ha fatto visita alla sede modenese della casa editrice al Direzionale 70, per conoscere da vicino i ragazzi con spettro autistico impegnati nella digitalizzazione dei documenti nell’ambito del progetto Digitiamo

Il progetto Digitiamo

Undici giovani, affiancati da quattro operatori e da un coordinatore, stanno portando a termine un lavoro di straordinario valore culturale: la digitalizzazione completa delle storie a fumetti della Pimpa, la celebre cagnolina a pois rossi, pubblicate dal 1975 a oggi. Un patrimonio entrato nel cuore di centinaia di migliaia, se non milioni, di bambini nel mondo, che comprende oltre 1.600 storie, tra materiali apparsi sul Corriere dei Piccoli e sulla rivista Pimpa, testimoniando più di cinquant’anni di storia editoriale italiana. Il progetto Digitiamo è nato nel 2022 e opera già sul territorio modenese in collaborazione con le Gallerie Estensi, l’Archivio Diocesano, l’Ordine degli Avvocati, il Tribunale e diverse aziende private. A fine febbraio il progetto è approdato anche negli spazi della Franco Cosimo Panini Editore, dove per l’occasione è stata trasferita la raccolta di riviste di proprietà dello stesso Altan. 

La digitalizzazione della Pimpa

L’obiettivo è duplice: preservare un patrimonio editoriale amato da generazioni e favorire l’inserimento lavorativo dei partecipanti in contesti professionali reali. I ragazzi, già formati nella digitalizzazione documentale, si alternano in sessioni di lavoro di tre ore, scansionando con cura ogni singola pagina, archiviando i materiali su piattaforme digitali e riponendo le riviste in apposite buste conservative. La visita di Altan ha rappresentato per tutti un momento di forte emozione e di autentico riconoscimento. «Ho accettato con entusiasmo questa opportunità – ha dichiarato l’autore –. È stato bellissimo osservare le diverse fasi del lavoro, dialogare con i ragazzi e condividere con loro la passione per la Pimpa».

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