Gazzetta di Modena

Modena

Il caso giudiziario

Operatore sanitario indagato per violenza sessuale: «Paziente abusata durante il ricovero»

di Daniele Montanari

	Il caso in tribunale di Modena
Il caso in tribunale di Modena

Sarebbe accaduto due volte in una struttura psichiatrica modenese. L’uomo dice che lei era consenziente, ma rischia il processo

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MODENA. Avrebbe abusato sessualmente di una paziente fragile durante il ricovero. Per due volte. Questa la pesantissima accusa di cui è chiamato a rispondere l’ex operatore sanitario di una struttura psichiatrica modenese. L’uomo infatti a seguito dell’accaduto, e delle conseguenze che ne sono derivate, si è licenziato e non lavora più lì da tempo. Ora rischia di andare a processo per violenza sessuale aggravata.

La vicenda

Sulla vicenda sono ancora in corso indagini per chiarirne l’esatta dinamica dell’accaduto, ma da una prima ricostruzione dei fatti sembra che sia andata così. Siamo verso le fine del 2024. La ragazza, di poco maggiorenne, era ospite della casa di cura per un trattamento terapeutico. Sarebbe entrata in confidenza con un operatore sanitario (italiano) che lavorava lì (non un medico). E con lui avrebbe consumato due rapporti sessuali nel periodo in cui era degente. Rapporti che, a detta di lui, erano consenzienti, con il pieno assenso da parte di lei, che era maggiorenne. Ma che sono avvenuti nella cornice protetta della struttura sanitaria, nel periodo in cui la ragazza si trovava in cura per il trattamento di una forma di disagio mentale. Non è stata la ragazza a fare denuncia. Sono stati i vertici della struttura, dopo aver appreso quanto accaduto. Sarebbe stata la stessa ragazza a raccontarlo. A quel punto i vertici della struttura hanno fatto segnalazione all’autorità giudiziaria di quanto accaduto, e la Procura ha subito aperto un fascicolo per violenza sessuale, aggravata dal fatto di essere stata commessa su una persona fragile. A quel punto, è stato lo stesso operatore a decidere di licenziarsi. L’interruzione del rapporto di lavoro è stata anche una forma di tutela nei confronti degli altri pazienti ospitati nella struttura sanitaria. La ragazza ha poi completato regolarmente il suo percorso di cura, ed è stata dimessa.

Il giudice

Su richiesta del pm Giulia Stignani, il giudice ha disposto una perizia psichiatrica sulla ragazza, per capire se è in grado di fornire una testimonianza. Il responso è stato positivo: la psichiatra ha giudicato la ragazza in grado di ripercorrere i fatti in un’aula di tribunale. Il gip ne ha preso atto, disponendo quindi l’audizione della ragazza, che avverrà nei prossimi giorni. Sarà una testimonianza chiave: se la ragazza ribadirà che i rapporti sono stati consenzienti, bisognerà vedere che peso avranno le valutazioni sul suo stato di salute all’epoca. Se cioè era o no nelle condizioni di poter esprimere un consenso.