Gazzetta di Modena

Modena

Il caso

Lezione di Islam a scuola. Scoppia la polemica

di Ginevramaria Bianchi
Lezione di Islam a scuola. Scoppia la polemica

Al Fermi l’Imam ospite del progetto “Identità e fede islamica” Il centrodestra insorge: «Dov’è la controparte cattolica?»

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA “Identità e fede islamica”: è questo il titolo dell’incontro destinato alle classi seconde dell’istituto tecnico Enrico Fermi che, in poche ore, ha acceso un grande dibattito più politico, che culturale, in città. L’appuntamento, fissato per sabato 18 aprile, è stato comunicato attraverso una circolare ufficiale firmata dal dirigente scolastico Gennaro Scotto di Ciccariello e indirizzata a studenti, famiglie e personale. Secondo quanto riportato nel documento, l’iniziativa rientra in un progetto scolastico e prevede l’intervento di Hicham Houchim, referente della comunità islamica di Sassuolo e rappresentante dell’Ucoii (Unione comunità islamiche italiane). Un incontro pensato, nelle intenzioni dell’istituto, «come momento di approfondimento culturale e religioso», ma che ha immediatamente sollevato critiche da parte di esponenti del centrodestra.

Il senatore Michele Barcaiuolo (FdI) ha parlato di un tema «delicato», sottolineando come la scuola debba sì «educare al confronto», ma mantenendo «equilibrio e trasparenza». Più dura la posizione di Gioventù Nazionale Modena, che ha ritenuto l’iniziativa «inaccettabile». Mentre dalla Lega si è arrivati a definire l’iniziativa «una follia».

Il progetto

Dalle accuse si passa quindi alla posizione della scuola, con il dirigente scolastico chiamato in causa. Scotto di Ciccariello ha rivendicato con decisione il percorso intrapreso dall’istituto: «Questo progetto si inserisce all’interno del programma di istituto ed è stato approvato dal collegio docenti e dal consiglio di istituto, con il coinvolgimento di tutta la comunità educante, quindi anche genitori e studenti». «Parliamo di un progetto storico, che va avanti da anni, sempre con le stesse modalità — insiste il preside parlando del carattere consolidato dell’iniziativa — È stato inserito nel mio triennio, così come nei precedenti». E chiarisce l’obiettivo educativo: «Lo scopo? Quello di alimentare una riflessione condivisa sulla complessità della società moderna. Secondo noi, conoscere l’altro è il primo passo per un rapporto civile. La conoscenza delle altre fedi può essere utile alla convivenza, al rispetto reciproco e alla pace, soprattutto in un momento storico come questo», spiega ancora Scotto di Ciccariello. Il dirigente sottolinea, inoltre, come il progetto abbia seguito un iter formale e condiviso: «C’è stato largo consenso negli organi collegiali e anche i consigli di classe hanno potuto decidere se partecipare o meno. Nonostante questo, non giudico chi, dall’esterno, la pensa diversamente».

Le reazioni

Inutile dire che non sono bastate le parole della scuola per calmare il fronte politico, che é entrato nel merito dell’organizzazione e dei contenuti dell’incontro. Il senatore Barcaiuolo evidenzia come «colpisce che l’incontro sia affidato a un rappresentante di una specifica organizzazione, senza che emerga chiaramente un contraddittorio o un inquadramento più ampio del fenomeno religioso e culturale. Il punto, quindi, non è negare il confronto, ma pretendere che sia davvero plurale, consapevole e all’altezza del ruolo educativo dell’istituzione scolastica», conclude Barcaiuolo.

Sulla stessa linea Gioventù Nazionale Modena, che parla di «propaganda religiosa» e di un rischio di «indottrinamento». «Riteniamo inaccettabile che la scuola, che dovrebbe essere centro di formazione critica e obiettiva, si trasformi in un megafono per progetti ideologici», affermano. E ancora: «Chiediamo chiarimenti su quale sia il vero intento educativo di un evento così sbilanciato e se sia garantita la possibilità per gli studenti di non partecipare».

Infine, la posizione della Lega, col discorso espresso sui social di Valentina Mazzacurati, che utilizza toni ancora più netti: «È una follia, l’islamizzazione passa dalle nostre scuole!». L’esponente leghista pone una domanda: «Se questi eventi sono fatti nella visione dell’apertura a tutte le religioni, allora devono essere rappresentate tutte le religioni. Se invece non è così, viene da pensare che anche la scuola si sia piegata all’islamizzazione».

L’intervento della Cgil

 A fare da scudo, Flc Cgil Modena, che si é schierata dalla parte della scuola. «L'attenzione della destra sulle scuole cade sempre su argomenti che non sono oggetto di dibattito pubblico, bensì di percorsi e iter strutturati all'interno delle istituzioni scolastiche – scrivono in una nota stampa – Bisognerebbe anzitutto partire dal conoscere come si attiva una qualsiasi attività: il progetto viene discusso all'interno del collegio docenti, inserito nel piano triennale dell'offerta formativa, presentato nei consigli di classe. E mentre si grida allo scandalo per attività regolarmente approvate, frutto di percorsi educativi e che rientrano nell'autonomia scolastica, rileviamo come non ci sia lo stesso sconcerto e la stessa indignazione per i tagli agli organici e alle risorse che stanno mettendo in ginocchio la scuola. In un contesto internazionale complicato, ci sarebbe bisogno di maggiore analisi e comprensione dei fenomeni, anziché di critiche pretestuose e non rispettose della libertà d'insegnamento».