Gazzetta di Modena

Modena

L’archiviazione

“Alle”, archiviata la scomparsa «Noi però non ci fermeremo»

di Stefania Piscitello
“Alle”, archiviata la scomparsa «Noi però non ci fermeremo»

Inutile l’opposizione della famiglia: il gip ha chiuso il fascicolo La famiglia e l’avvocato del giovane: «Continuiamo a cercare la verità»

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SASSUOLO Per la procura di Modena il caso di Alessandro Venturelli, scomparso il 5 dicembre 2020 da Sassuolo, è chiuso. Niente più ricerche: il fascicolo finirà in un cassetto. Non sarà così però per la sua famiglia, che da oltre cinque anni continua a chiedere che si faccia luce sulla sua scomparsa: e anche dopo quest’ultima doccia fredda le intenzioni dei genitori del ragazzo, 21 anni al momento della scomparsa, sono chiare.

L’opposizione della famiglia

«Non ci fermeremo, continueremo a cercarlo», è il messaggio dei familiari, che in questi anni si sono sempre opposti in tribunale alle richieste di archiviazione avanzate dalla procura. L’ultima volta i mesi scorsi quando Roberta Carassai si è incatenata davanti al tribunale di Modena in un atto dimostrativo. Al termine di quell’udienza il gip si era riservato ma nei giorni scorsi è arrivata la decisione: caso archiviato. Era il 5 dicembre 2020 quando Alessandro è uscito di casa e non è più tornato. Inizialmente il suo caso è stato trattato come allontanamento volontario; solo in un secondo momento è stato aperto un fascicolo per sequestro di persona contro ignoti.

Il parere dell’avvocato

«Prendo atto del provvedimento di archiviazione disposto dal gip del tribunale di Modena, che qualifica la scomparsa di Alessandro come “allontanamento volontario” – così Claudio Falleti, avvocato della famiglia –. Si tratta di una conclusione giuridicamente coerente con il sistema attuale, ma insoddisfacente sotto il profilo umano. Nel nostro ordinamento, quando una persona scompare, l’unico strumento effettivo per attivare indagini strutturate è l’apertura di un procedimento penale contro ignoti. Ma se, come in questo caso, non emergono elementi penalmente rilevanti, il procedimento viene archiviato. E così si chiude la possibilità di cercare con strumenti investigativi pieni».

La riflessione prosegue: «È un cortocircuito normativo evidente: si cerca una persona solo finché si ipotizza un reato. Quando il reato “non c’è”, la ricerca si spegne. Nel caso di Alessandro Venturelli, la ricostruzione ufficiale parla di un allontanamento volontario, avvenuto in un momento di fragilità personale. Siamo fermamente convinti che quel giorno qualcuno lo stesse aspettando. Che Alessandro sia salito su un’auto. Che in quel preciso momento si sia consumato il passaggio decisivo che oggi non possiamo più ricostruire. Se le immagini di videosorveglianza fossero state acquisite immediatamente, probabilmente oggi avremmo una risposta. La parola “archiviazione”, quando viene accostata a una persona scomparsa, non rappresenta una conclusione: non chiude un caso. Interrompe una ricerca. La famiglia Venturelli, mamma Roberta e papà Roberto, non si fermerà, continueremo a sostenere ogni iniziativa utile per arrivare alla verità. Ma è chiaro che serve un cambiamento normativo. Serve una legge che consenta di cercare le persone scomparse anche in assenza di un reato».