Gazzetta di Modena

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L’iniziativa

Truffato per 180mila euro

di Francesco Dondi
Truffato per 180mila euro

Una rogatoria internazionale per permettere di seguire il “viaggio” dei soldi. Una professionista resta al telefono per quattro ore mentre le svuotano il conto

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FINALE Una rogatoria internazionale per seguire i 180mila euro versati e mai riavuti indietro; quattro ore al telefono con i truffatori che coordinavano lo spostamento di quasi 10mila euro dal conto corrente bancario di un professionista dell'Alto ferrarese a quello che poi si è rapidamente svuotato; un camper venduto a 37mila euro on line e pagato con un assegno falso, emesso da una banca che secondo i motori di ricerca ha una filiale con anche un numero di telefono ma che invece non esiste e al telefono rispondono i complici. Eccole alcune truffe recentissime raccontate venerdì 17 aprile  a Finale davanti a quasi cento persone.

L’incontro

La serata di prevenzione ha visto tre relatori di spessore: l'avvocato Diego Galeotti che sempre più si sta confrontando con le truffe on line e il mondo delle criptovalute, esplorate da improvvisati investitori attirati da facili guadagni; il capitano della Finanza della Compagnia di Mirandola, Maria Chiara Campoli e il maresciallo Demetrio Pusateri, comandante della stazione dei carabinieri di Finale. Organizzato dal Comune di Finale, l'incontro è servito per fare sensibilizzazione e prevenzione come ha ribadito il sindaco finalese, Marco Poletti.

Ma sono stati illuminanti gli esempi concreti proposti dai relatori che hanno toccato episodi capitati un po' a tutti in sala. E in effetti le tante teste che annuivano hanno da subito dato la cifra di come ognuno abbia quantomeno avuto a che fare con un tentativo di truffa. Ci sono quelli storici e personali (il nipote arrestato, la moneta caduta al supermercato mentre ti svaligiano l'auto, l'acqua contaminata) ma soprattutto si stanno facendo largo quelli informatici e che sfruttano smartphone e mail.

Le raccomandazioni

«Se qualcuno vi fa fretta, allora è più che probabile sia un tentativo di raggiro - hanno detto Galeotti, Pusatieri e Campoli - Attenzione poi alle url e ai guanti delle mail, ma soprattutto se avete un dubbio non fate niente, anzi se siete al telefono riattaccate e mai cliccare su link che non vi convincono e chiedono dati personali».

Galeotti, parlando della sua professione di legale, ha ribadito la necessità di andare fino in fondo nei processi perché "colpire i truffatori nel portafogli è l'unico modo per mettere loro timori. Se su 100 truffe solo 10 arrivano a sentenza allora si capisce perché i numeri sono in continuo aumento". Denunciare è quindi il verbo che più ricorre nel corso della serata alla pari di diffidare di facili guadagni, mail che mettono fretta o telefonate improvvisate in cui a ritmo tambureggiante o con fare amichevole si carpiscono facilmente dati, fiducia e soldi delle vittime.

F.D.

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